Animalisti Italiani, Lndc Animal Protection, Oipa e Sos Natura avevano chiesto al comune di Mirabella Eclano di individuare un’alternativa al traino animale per la tradizionale “Grande Tirata del Carro”.
Il comune non ha accolto questa richiesta, ma ha recepito buona parte delle misure di tutela proposte dalle associazioni in un’ordinanza sindacale. Un risultato che le associazioni giudicano positivo, pur ribadendo la propria contrarietà all’impiego di animali in questo tipo di eventi.
Ad un giorno dallo svolgimento della “Grande Tirata del Carro“, manifestazione tradizionale che si terrà domani 19 settembre a Mirabella Eclano, in provincia di Avellino, Animalisti Italiani, Lndc Animal Protection, Oipa e Sos Natura - affiancandosi al lavoro portato avanti da anni in loco dal movimento Animal Save Movement Napoli - avevano scritto all’amministrazione comunale, tramite i propri avvocati, per chiedere che la tradizione venisse preservata senza sottoporre i buoi impiegati nel traino del carro allo sforzo fisico previsto dalla tirata.
La richiesta principale delle associazioni era chiara: valutare concretamente un’alternativa all’utilizzo degli animali.
Il Comune di Mirabella Eclano non ha ritenuto percorribile questa strada accogliendo però, con l’ordinanza sindacale n. 69 del 17 settembre, gran parte delle misure di tutela indicate dalle associazioni nella loro lettera.
Tra queste il controllo veterinario preventivo di idoneità degli animali, la presenza continuativa di personale veterinario lungo tutto il percorso con facoltà di disporre l’immediato allontanamento di qualsiasi animale in difficoltà, il monitoraggio delle condizioni climatiche con soglie oltre le quali sospendere la manifestazione, il divieto assoluto di percosse, strattonamenti e qualsiasi forma di violenza o coercizione, e l’obbligo di mantenere una distanza di sicurezza tra gli animali e il pubblico.
"Continuiamo a ritenere che l’impiego dei buoi in una manifestazione di questo tipo debba essere definitivamente superato. La questione non riguarda soltanto lo sforzo fisico connesso al traino, ma l’insieme delle condizioni cui gli animali vengono sottoposti: la presenza ravvicinata di una folla, il rumore, la continua interferenza con il loro spazio individuale e la zona di fuga, la conduzione lungo un percorso obbligato e la limitata possibilità di sottrarsi agli stimoli potenzialmente stressanti. Sono tutti aspetti che devono essere considerati quando si valuta il benessere complessivo dell’animale“, dichiarano le associazioni.
Detto questo, prendiamo atto con favore che il Comune abbia recepito quasi integralmente le nostre proposte in un’ordinanza vincolante, con obblighi precisi e sanzioni per chi non li rispetta. È un passo importante, anche se non risolve il problema alla radice. Per questo motivo continueremo a batterci affinché la manifestazione in futuro possa evolversi, garantendo la continuazione della tradizione culturale, abbandonando però definitivamente l’utilizzo di animali".
Le associazioni sottolineano come la vicenda di Mirabella Eclano rappresenti un modello utile anche per altre realtà locali che ospitano manifestazioni analoghe: laddove non sia ancora possibile ottenere la rinuncia all’impiego di animali, l’adozione di regole chiare, verificabili e sanzionabili resta uno strumento concreto per ridurre il rischio di sofferenza.
"Continueremo a batterci perché tradizione e benessere animale non vengano più considerati in contrapposizione, e affinché si affermi la consapevolezza che le vere tradizioni si evolvono nel tempo, senza bisogno di far leva sulla sofferenza di un animale“, concludono le associazioni. "Nel frattempo, vigileremo attentamente, affinché le prescrizioni contenute nell’ordinanza vengano realmente rispettate durante lo svolgimento della manifestazione".
