di Paola Iandolo
Passo in avanti nel processo civile per accertare le responsabilità nella morte del piccolo Claudio Scala, di Forino, deceduto dopo un intervento chirurgico per ridurre il soffio al cuore. Il decesso del bambino di soli tre mesi è avvenuto nell’aprile del 2023. Ieri sono state depositate le conclusioni dei consulenti tecnici che mettono in evidenza le responsabilità mediche.
La nomina dei consulenti fuori dalla Regione Campania
Il giudice civile Claudia Coliccho – nei mesi scorsi – ha nominato due cosulenti per accertare le eventuali responsabilità in capo ai medici che hanno seguito Claudio nell’intervento chirurgico e nel decorso post-operatorio. Nella loro relazione i medici scrivono che «la gestione successiva all’intervento chirurgico – portato a termine con successo – abbia determinato delle criticità decisive nel decesso del piccolo Claudio Scala». In particolare ad avviso dei consulenti nominati dal tribunale civile «la decisione di estubare precocemente il piccolo paziente è tecnicamente incongrua e ingiustificata, in quanto lo sforzo respiratorio autonomo ha aumentato il consumo di ossigeno e il carico di lavoro sul miocardio, già in condizioni critiche». A processo erano finiti i medici G.O. e M.C. Ora rimane in piedi solo il processo civile, dopo l'archiviazione del procedimento penale.
La battaglia legale
L’avvocato Federica Renna nominata dai familiari di Claudio insieme al legale Massimo Velli, afferma che «leggere, nero su bianco, nella consulenza dei CTU nominati dal Tribunale, che le omissioni avvenute nella fase post-operatoria nei confronti del piccolo Claudio Scala sono state di una gravità eccezionale e che queste hanno portato alla sua morte, da un lato ci stringe il cuore per la sofferenza che ha dovuto subire, dall'altro ci dà finalmente la consapevolezza che avevamo ragione. Abbiamo sempre contestato le conclusioni dell'autopsia eseguita da medici di Napoli, che non avevano ravvisato alcuna anomalia nell'operato dei sanitari. Gli errori ci erano apparsi fin da subito troppo evidenti e ci chiedevamo come fosse possibile che nessuno ci desse ragione. Grazie al lavoro dei consulenti nominati fuori regione, abbiamo avuto risposte importanti sulle condotte mediche. Lo dovevamo ai suoi genitori e, soprattutto, a Claudio».
La ricostruzione
I genitori di Claudio nella denuncia presentata nel 2023 hanno ricostruito tutta la vicenda. Il bambino è nato il 10 gennaio del 2023, presso la clinica privata "La Madonnina" di San Gennaro Vesuviano. A tre giorni dalla nascita gli è stato diagnosticato il soffio al cuore ed è stato sottoposto ad una visita cardiologica al Monaldi di Napoli. La cardiologa di turno ha disposto che il ritorno a casa del bambino, per poi ritornare periodicamente solo per sottoporsi a dei controlli seguiti da una terapia da eseguire presso il domicilio. Ma il 22 marzo 2023 il neonato è apparso pallido e dunque i genitori hanno deciso di riportarlo in ospedale, dove è stato ricoverato nel reparto di cardiochirurgia pediatrica e i medici hanno predisposto un intervento chirurgico. Il piccolo è stato operato il 28 aprile e i genitori sono stati rassicurati che tutto era andato bene. Ma alle 23.30 dello stesso giorno i due genitori sono stati informati del decesso del piccolo Claudio.
