Insulti in diretta facebook: condanna confermata per l'ex sindaco Festa

Risarcimento da 12 mila euro all'architetto Petecca

insulti in diretta facebook condanna confermata per l ex sindaco festa

Rivolse all'architetto espressioni come "fetecchia", "patacca" e "sfessato"

Avellino.  

Diffamazione sui social, la Corte d'Appello di Napoli conferma la condanna dell'ex sindaco di Avellino, Gianluca Festa: risarcimento da 12 mila euro all'architetto Erminio Petecca

La Corte d'Appello di Napoli ha confermato integralmente la condanna per diffamazione nei confronti dell'ex sindaco di Avellino, ritenendo definitivamente lesive della reputazione dell'architetto Erminio Petecca le espressioni offensive pronunciate durante una diretta Facebook del 24 maggio 2021.

Con la sentenza n. 5842/2026, i giudici di secondo grado hanno confermato quanto già stabilito dal Tribunale di Avellino, mantenendo il risarcimento del danno non patrimoniale pari a 12.000 euro, oltre alla condanna al pagamento delle spese di entrambi i gradi di giudizio.

La vicenda

All'epoca dei fatti, Erminio Petecca ricopriva l'incarico di presidente dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Avellino. La controversia nacque dalle osservazioni istituzionali formulate dall'Ordine sull'affidamento diretto, senza procedura di evidenza pubblica, di un importante incarico professionale relativo alla riqualificazione della Dogana di Avellino.

In risposta a quelle critiche, durante una diretta trasmessa sui social network, l'allora primo cittadino rivolse all'architetto espressioni come "fetecchia", "patacca" e "sfessato", sostenendo di riportare parole attribuite ad altre persone.

Secondo la Corte, tale espediente non è sufficiente a sottrarre l'autore dalle proprie responsabilità quando gli epiteti utilizzati travalicano i limiti del diritto di critica e si trasformano in un'aggressione personale gratuita.

Il principio affermato dalla Corte

La sentenza ribadisce un orientamento ormai consolidato: i social network rappresentano uno strumento di diffusione capace di raggiungere un pubblico potenzialmente illimitato e, proprio per questo, le offese diffuse attraverso tali piattaforme integrano gli estremi della diffamazione aggravata.

I giudici hanno inoltre evidenziato che il diritto di critica, anche nell'ambito del confronto politico e istituzionale, deve rispettare il requisito della continenza verbale. Quando il linguaggio utilizzato assume carattere meramente denigratorio e perde qualsiasi collegamento con la discussione dei fatti, viene meno la tutela accordata alla libertà di espressione.

Il risarcimento confermato

La Corte d'Appello ha confermato integralmente il risarcimento già liquidato dal Tribunale di Avellino, pari a 12.000 euro per il danno non patrimoniale subito dall'architetto Petecca, oltre alle spese sostenute nei due gradi di giudizio.

Il commento del difensore

"La pronuncia della Corte d'Appello rappresenta un riconoscimento pieno e definitivo delle ragioni dell'architetto Petecca", ha dichiarato l'avvocato Ermanno Salvatore, difensore dell'architetto.

Secondo il legale, la decisione costituisce "un importante presidio a tutela di chi, nell'esercizio di funzioni istituzionali, subisce attacchi alla propria reputazione attraverso i moderni strumenti di comunicazione digitale. Nessuna carica pubblica – ha aggiunto – può legittimare l'uso della propria visibilità per delegittimare e offendere chi svolge con correttezza e indipendenza il proprio ruolo professionale e ordinistico.

Un precedente significativo

La decisione della Corte d'Appello di Napoli si inserisce nel filone giurisprudenziale che attribuisce particolare gravità alle offese diffuse online, riaffermando che il dibattito pubblico, anche quando coinvolge amministratori e rappresentanti delle istituzioni, non può prescindere dal rispetto della dignità personale e dei limiti imposti dal diritto di critica.