Ariano, lanciarono droga e telefoni nel carcere: due ai domiciliari

Due giovani napoletani sono stati sottoposti agli arresti domiciliari

ariano lanciarono droga e telefoni nel carcere due ai domiciliari
Ariano Irpino.  

di Paola Iandolo 

Dal napoletano ad Ariano Irpino per far arrivare la droga nel carcere irpino. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino hanno eseguito un’ ordinanza di applicazione di misura cautelare personale degli arresti domiciliari. A firmare il provvedimento il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica di Benevento. Gli inquirenti procedono nei confronti delle due persone indagate per traffico di sostanze stupefacenti accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.

Il lancio notato dagli agenti della penitenziaria

L’attività d’indagine ha preso le mosse da un episodio verificatosi ad Ariano Irpino, dove un’autovettura, con a bordo due soggetti non identificati, aveva lanciato un sacco di plastica nero all’ interno della recinzione perimetrale della locale Casa Circondariale. All’interno del plico, prontamente recuperato sottoposto a sequestro probatorio, sono stati rinvenuti 561,16 grammi di hashish, 18,26 grammi di cocaina e 7 telefoni cellulari completi di accessori. Le successive indagini condotte dai finanzieri di Avellino hanno permesso di identificare i presunti responsabili.

L'analisi dei fotogrammi

Gli investigatori sono giunti ai due giovani attraverso l’esame incrociato dei fotogrammi delle telecamere di sicurezza posizionate lungo la tratta autostradale, nelle stazioni di servizio, nei pressi della Casa Circondariale e all’interno della società di autonoleggio presso cui era stato noleggiato il veicolo utilizzato per raggiungere l'Irpinia. Prove accompagnate da accertamenti tecnici, quali intercettazioni telefoniche, tracciamenti satellitari e analisi fisico-chimiche sulla sostanza stupefacente sequestrata. Il provvedimento in questione è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e i soggetti destinatari della misura, allo stato sottoposti a indagini, sono da ritenersi non colpevoli fino a sentenza definitiva, restando salvi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.