Montefalcione, 16enne morta folgorata nella vasca: i genitori parte civile

La decisione del gup arriverà il prossimo 18 marzo 2027

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Montefalcione.  

di Paola Iandolo 

Decesso Mariantonietta Cutillo: si sono costituiti parte civile i due genitori della minorenne nel corso dell'udienza preliminare che ha preso il via stamane. A rappresentarli l'avvocato Fabio Tulimiero. L’udienza preliminare per i cinque imputati, accusati dell'omicidio colposo della sedicenne di Montefalcione, Mariantonietta Cutillo, folgorata nella vasca da bagno è stata rinviata al 18 marzo 2027 quando il gup deciderà su richiesta di rinvio a giudizio e un rito abbreviato. I cinque - a vario titolo - sono accusati anche di frode in commercio e detenzione per la vendita o la messa in circolazione di prodotti industriali con marchi o segni distintivi mendaci (caricabatteria per telefono). 


Le indagini con il contributo del Racis

Le indagini, sono state svolte dai militari della Compagnia di Mirabella Eclano e coordinate dalla Procura di Avellino. Indagini eseguite anche con il contributo del Reparto tecnologie informatiche del Racis che hanno accertato, l’esistenza nella tipologia del caricabatterie utilizzato dall’adolescente di difetti di fabbricazione di uno dei componenti interni. Più precisamente il condensatore ceramico a disco di questo particolare prodotto di importazione cinese, dopo essere stato sottoposto ad accertamenti tecnici non ripetibili, avrebbe mostrato difetti riconducibili alla scarsa qualità tecnica del materiale con il quale tali dispositivi sono realizzati. 

Le accuse 

Gli imputati avrebbero importato e commercializzato il caricabatterie dotato di condensatore ceramico (CY1) non conforme alle regole dell’arte in materia di sicurezza, avrebbero omesso di ottemperare agli obblighi loro imposti in materia di sicurezza e conformità del prodotto, determinando la morte di Maria Antonietta Cutillo, deceduta, come stabilito dall’esame autoptico “in seguito a folgorazione da contatto elettrocuzione da corrente elettrica domestica dalla trasmissione di scarica elettrica derivante dal caricabatteria, dotato di condensatore ceramico non conforme alle regole in materia di sicurezza in quanto danneggiato a causa della scarsa qualità tecnica del materiale utilizzato.

I tre importatori cinesi e i due imprenditori italiani avrebbero imposto un marchio e un'etichetta cartacea adesiva che veniva sovrapposta sull’originario marchio stampato suI caricabatterie, consegnando agli acquirenti il caricabatterie dotato di condensatore ceramico (CY1) non conforme in materia sicurezza.