La Corte d’Appello di Napoli ha disposto l’immediata liberazione di Aniello De Paola (difeso dall'avvocato Francesco Perone), facendo venir meno la misura cautelare degli arresti domiciliari a seguito dell’annullamento senza rinvio pronunciato dalla Corte di Cassazione.
La decisione della Suprema Corte ha escluso la partecipazione di De Paola al sodalizio clan Pagnozzi, finalizzato al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. In conseguenza di tale pronuncia, la Corte d’Appello ha disposto la perdita di efficacia della misura cautelare e la conseguente rimessione in libertà.
La posizione di De Paola si distingue da quella degli altri soggetti coinvolti nel procedimento. Per questi ultimi sono stati ricalcolati i termini di durata delle misure cautelari in corso, senza tuttavia disporre la liberazione.
Gli imputati erano stati condannati nell’ottobre 2024 dal gup del Tribunale di Napoli, dottor Ciollaro, al termine del giudizio abbreviato. Le pene erano state successivamente ridotte in appello, dopo l’esclusione dell’aggravante del metodo mafioso e di quella relativa alla finalità di agevolare il clan Pagnozzi.
Le contestazioni, a vario titolo, riguardavano la tentata estorsione, l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, nonché la detenzione e lo spaccio di droga.
L’inchiesta aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica il 4 dicembre 2023, quando era stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diversi soggetti coinvolti nell’indagine.
