di Paola Iandolo
"Sono emersi alcuni campanelli d’allarme. Non sono necessariamente di elementi negativi, ma ci sono dati che vanno sicuramente tenuti in considerazione" queste le parole del Procuratore della Repubblica facente funzioni, Francesco Raffaele, che nella ha aperto l’incontro per presentare i risultati finali dell’Accordo di collaborazione scientifica tra la Procura della Repubblica di Avellino e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), sottoscritto nell’aprile 2024, finalizzato a condividere dati e informazioni per l’identificazione di possibili sorgenti di contaminazione che possano aver inciso sulla salute della popolazione residente negli 86 comuni del circondario della Procura.
La genesi del percorso intrapreso
«Un anno fa - ha spiegato il magistrato alla guida della Procura di Avellino - nell’ambito di un’azione di contrasto alla criminalità, è iniziato questo percorso, che oggi giunge a conclusione. Abbiamo portato avanti un’attività importante nell’ambito di un progetto finalizzato a individuare sul nostro territorio le possibili fonti di contaminazione di varia natura, che possono avere effetti negativi sulla salute pubblica. Devo dire che il progetto e l’attività svolta sono stati davvero notevoli, sia per l’ampiezza del territorio interessato sia per la complessità del lavoro”.
La complessità del lavoro
Un lavoro complesso e anche un giudizio sul risultato dell’attività: “Si tratta di un’attività particolarmente articolata. Ringraziamo i responsabili e tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione. Probabilmente, da parte del territorio ci si aspettava un risultato migliore. Non siamo in una zona particolarmente industrializzata, non siamo in un’area come quelle del Nord Italia. Nonostante questo, sono emersi alcuni campanelli d’allarme.Non si tratta necessariamente di elementi negativi, ma ci sono dati che vanno sicuramente tenuti in considerazione".
