di Paola Iandolo
L’Azienda Sanitaria Locale di Avellino ha risposto ufficialmente alla segnalazione di “eccezionale gravità” lanciata dall’Osservatorio Carcere della Camera Penale Irpina sulle condizioni dei servizi sanitari all’interno degli istituti penitenziari provinciali. A dare l’allarme, dopo un’ispezione nelle carceri, erano stati i responsabili dell’Osservatorio, gli avvocati Luca Pellecchia e Noemi Gaita. Con una nota formale datata 30 ottobre 2026, firmata dal Direttore Generale Maria Concetta Conte e dal responsabile della Tutela della Salute in Carcere, dottor Vittorio De Leo, l’Asl ha comunicato alla Camera Penale Irpina di aver attivato tutte le procedure necessarie per ripristinare le carenze evidenziate, dettagliando al contempo le soluzioni tampone già operative.
Le criticità
Le criticità segnalate dagli avvocati Pellecchia e Gaita riguardavano due istituti. Presso la Casa Circondariale “A. Graziano” di Avellino era stata riscontrata la totale assenza di un Dirigente o Responsabile sanitario stabilmente operativo. Per l’Istituto a Custodia Attenuata per Madri (ICAM) di Lauro, invece, l’eccezione riguardava la mancanza delle figure specialistiche del ginecologo e del pediatra, fondamentali per la tutela delle detenute madri e dei loro bambini. Nel suo riscontro, l’Asl ha spiegato le azioni messe in campo. Per quanto riguarda la Casa Circondariale di Avellino, è in corso di svolgimento un avviso pubblico per titoli e colloqui per il conferimento dell’incarico di Dirigente medico da destinare agli istituti penitenziari.
All'Icam di Lauro
Più complessa la situazione a Lauro. L’Azienda sanitaria ha fatto presente che le ore di specialistica per ginecologia e pediatria, regolarmente richieste e pubblicate ogni tre mesi, sono rimaste ad oggi prive di riscontro da parte dei medici specialisti. Di conseguenza, sono state attivate soluzioni alternative: il servizio di ginecologia viene attualmente erogato attraverso prestazioni specialistiche in sedi distrettuali esterne, mentre per la pediatria ci si affida al pediatra di base, richiesto all’ingresso del minore in Istituto dal personale sanitario e assegnato dal Distretto competente per territorio. Una risposta istituzionale che, pur evidenziando le difficoltà nel reperire specialisti disposti a lavorare in carcere, conferma l’impegno dell’Asl a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza ai detenuti, un fronte monitorato ora con maggiore attenzione dall’Osservatorio della Camera Penale Irpina.
