Mugnano di Napoli. Sono stati sorpresi dai carabinieri mentre sotterravano rifiuti speciali, tra cui anche diverse lastre di eternit, in un fondo risultato poi di proprietà di un latitante appartenente al clan "Polverino". Finiscono nei guai gli operai di una impresa edile del napoletano e gli stessi titolati dell'azienda, colti in flagranza di reato dai militari della Compagnia di Giugliano in Campania.
Due i siti di stoccaggio dei rifiuti tossici. Il primo è stato scoperto a Mugnano di Napoli. Gli operai sono stati sorpresi su una area agricola di circa 8.000 mq in Via Brodolini. Con una pala meccanica stava ricoprendo una grossa buca nella quale erano stati sversati rifiuti speciali (lastre di eternit, plastica, imballaggi metallici, materiale di scarto edile e legno). Due persone sono state denunciate e l'area è stata sottoposta a sequestro.
L’altra amara sorpresa a Marano di napoli, in via Castrese Scaja, su un terreno di circa 1.800 mq. Un imprenditore 43enne e un operaio 52enne, a bordo di una macchina operatrice, stavano occultando con lo stesso metodo rifiuti speciali (pneumatici consumati, materiale di risulta di demolizioni edilizie, bitume e contenitori di plastica). Denuncia anche per il proprietario del fondo, un disoccupato 41enne di Marano, figlio di un latitante ritenuto elemento di spicco del clan camorristico dei “Polverino”. Anche in questo caso l’area è stata sequestrata.
Redazione
