Prostituzione, scandalo nella contrada dedicata a San Gerardo. Blitz della Polizia in località Stillo, scoperta una casa del piacere gestita da due avvenenti dominicane. Strano silenzio nella zona, tutti sapevano del via vai di clienti, ma nessuno aveva mai allertato le forze dell’ordine. L’alcova del sesso appositamente mascherata in un luogo isolato di campagna era stata evidentemente ben consigliata alle due donne. Indagine difficoltosa e complessa ma a buon fine grazie alla tenacia e grande esperienza investigativa del Vice Questore Maria Felicia Salerno, la quale si è appostata insieme ai suoi uomini nella zona constatando di persona il continuo andirivieni. Impresa non facile in quanto le due squillo non sempre operavano nello stesso luogo. Dall’area del Cratere, Lioni, alla verde campagna arianese, come una sorta di giro turistico panoramico, un percorso da capogiro tra colline e vallate per i più affezionati clienti, disposti a seguirle ovunque, in Alta Irpinia e nell’Ufita quasi a giorni alterni in base ai loro continui spostamenti.
Non avrà mai visto così tante auto, di giorno e di sera fino a notte fonda la piccola contrada Stillo ad Ariano Irpino, nota per la profonda devozione a San Gerardo. Ma coloro che arrivavano continuamente lungo questa stradina strettissima che a malapena consente il passaggio tra due auto, non erano affatto pellegrini o devoti del santo di Muro Lucano, ma amanti del sesso a pagamento e di un momento di relax, trasgressivo. Si facevano chiamare in vari modi Peperoncino, bambolina, o bomba sexi le due avvenenti dominicane di 38 e 40 anni di San Benedetto del Tronto, che avevano trovato posto a piano terra, nel retro di un’abitazione di campagna, ben nascoste in un piazzale e un finale di strada senza sbocco lontano si far per dire, da occhi indiscreti. Nessuna telefonata alle forze dell’ordine dalla zona, eppure quel via vai insolito era ormai noto a tutti. Al proprietario della casa è stata contestata sia la mancata registrazione del contratto di locazione all’agenzia delle entrate che la comunicazione all’autorità locale di pubblica sicurezza relativa alla cessione del locale a persone straniere, spacciatesi secondo quanto riferito agli inquirenti per mastre di ballo caraibico.
L’indagine che non è stata delle più semplici, è andata avanti in maniera incisiva e costante, senza fare sconti a nessuno. Dietro l’auto delle donne di volta in volta parcheggiavano i vari clienti, in maniera ordinata. Tempi cronometrati, arrivi scaglionati e in qualche giornata particolare il gran pienone più del vicino campetto di calcetto. A frequentarla non solo giovani ma soprattutto colletti bianchi e professionisti arianesi, imprenditori, uomini sposati e non. Molti i clienti che arrivavano anche da fuori paese, con tanto di navigatore e supporto guida fornito lungo la strada di volta in volta dalle stesse donne, pur di non perdere l’appuntamento fissato. Rigide al telefono nel fornire indicazioni ai loro clienti invitati rigorosamente a non sbagliare imbocco di strade e case. Venivano guidati passo passo, fino alla meta. La Polizia da oltre due settimane aveva seguito tutti i movimenti delle squillo e dei loro clienti, alcuni anche imbarazzati di fronte all’alt inaspettato degli agenti dopo quell’incontro bollente. Si partiva da un minimo di 50 euro ma si arrivava anche a cifre più alte per gli ospiti più esigenti e dal portafoglio gonfio. Il blitz degli uomini del commissariato di polizia arianese diretti in prima persona sul posto in maniera decisa e determinata dal Vice Questore Maria Felicia Salerno era ormai nell’aria già da alcuni giorni, dopo intere serate trascorse ad osservare e pedinare con auto civette il flusso di clienti verso la casa. Quel gran viavai di uomini nella zona era diventato sempre più insistente e pericoloso anche in considerazione della psicosi da furti mai cessata nelle campagne arianesi. C’è chi aveva addirittura sbagliato domicilio di notte, fino ad essere scambiato per un ladro dai residenti. Le donne per farsi pubblicità e quindi per aumentare il giro di clienti, inserivano sistematicamente gli annunci con varie località che facevano da richiamo Ariano, Grottaminarda, Lioni, Flumeri, Gesualdo ed altri paesi, con i numeri di cellulare attraverso i quali venivano poi contattate. Un’organizzazione perfetta, ben pubblicizzata sulla bacheca un noto sito internet: “Disponibilissime, tanta passione, senza limite. Ancora più belle dal vivo che nelle foto. Massima riservatezza, serietà e relax garantito al 100%. Sogni e fantasia senza fretta.” Questo il loro biglietto da visita. Ma l’ultimo incontro per le due dominicane non è stato dei più felici. A bussare alla porta questa volta, si sono ritrovati inaspettatamente dinanzi agli occhi, gli uomini della squadra di polizia giudiziaria i quali hanno messo fine all’attività di prostituzione restituendo immagine e decoro alla piccola contrada Stillo. Hanno aperto agli agenti in abiti succinti, semi nude, convinte che fossero clienti mostrandosi ammiccanti e seducenti come in ogni loro incontro. Ma d’ora in avanti, in quella casa non potranno più mettere piede. Tregua anche per i due maremmani lungo l’ultima “faticosa” salita, impazziti da giorni nel rincorrere affannosi continuamente auto in transito a tutte le ore. Entrambe sono state denunciate in concorso, alla Procura della Repubblica di Benevento, per favoreggiamento ed esercizio della prostituzione e munite di foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno per tre anni ad Ariano Irpino. Sequestrate le due schede sim di contatto, oltre a tutto il materiale utilizzato per esercitare l'attività di prostituzione, tra cui numerose confezioni di oli ed essenze orientali profumate. Rinvenute diverse banconote da 50 euro corrispondenti alla tariffa per ogni singola prestazione. Da ieri in contrada Stillo, grazie alla Polizia è tornata la pace di sempre.
