«Non erano schiaffi violenti, erano schiaffetti e non hanno mai fatto parte del mio percorso educativo». Si è difesa così, strenuamente per due ore la maestra accusata dei maltrattamenti all’asilo. Da un lato le accuse dall'altro la maestra Amedea che si difende rinnegando ogni aspetto dell'inchiesta. La maestra del secondo circolo didattico di Rione Valle ha risposto per oltre due ore al magistrato ieri mattina. Ha rimarcato con forza le sue ragioni rifiutando ogni accusa.
«Non c'entro. Con quei lividi e non esiste nessuna stanza buia in cui i bimbi venivano rinchiusi - ha precisato la maestra che si dice turbata dal caso mediatico creatosi intorno al suo lavoro nell'asilo di Valle dopo anni e anni di esperienza -».
La donna, difesa dall’avvocato Brigida Cesta, ha risposto a tutte le domande del magistrato, chiarendo ogni aspetto in maniera dettagliata e circostanziata. Ed ha precisato, in particolare, che presso quella struttura non esiste nessuna “stanza buia”. Inoltre la maestra si è dichiarata del tutto estranea alle ecchimosi, a quei lividi che sono stati trovati sul corpo dei bambini.
Secondo quanto riferito sarebbe arrivata dopo. L'avvocato ha richiesto la scarcerazione della sua assistita.
Una lunga carriera quella di Di Giovanni. Tanti colleghi nelle ultime ore hanno voluto anche testimoniare la loro solidarietà alla signora conosciuta e apprezzata in città anche per la sua attività di catechista a San Ciro.
Sullo sfondo le interviste e dichiarazioni, denunce e parole dei genitori su un caso diventato nazionale. Come mamma Cristina (nella foto, dal portale irpiniatv.it) che ha raccontato la sua personale esperienza. Quella del suo bimbo. «Mio figlio Gerardo ha subito manifestato tutto il suo disagio - ha detto -. Qualche settimana fa è tornato a casa con dei lividi sul collo. Gli ho chiesto chi fosse stato . Mi ha risposto. Ho chiesto alla maestra e quando ho posto con molta determinazione le mie domande lei era visibilmente imbarazzata. Non mi ha fornito spiegazioni e risposte. Una mamma lo sente quando suo figlio sta male. E' in pericolo. Mio figlio spero solo dimentichi questo incubo. Sono molto arrabbiata con chi ha visto e taciuto, chi sapeva e non ha fatto nulla. Non si può restare inermi rispetto al dolore e lacrime dei bimbi. Mi auguro che mio figlio dimentichi e che questo resti solo un terribile ricordo».
Siep
