Carabinieri in festa nel segno della sicurezza

Oggi l'Arma di Avellino ha festeggiato i suoi 202 anni dalla Fondazione

Avellino.  

I carabinieri festeggiano 202 anni. Ad Avellino, come in altre città italiane, l’Arma ha voluto rendere omaggio alla sua Fondazione. La cerimonia ha avuto inizio con gli onori al comandante provinciale, il colonnello Franco Di Pietro.

“L'arma è un'istituzione moderna e apprezzata. La sua efficienza si esprime nei diversi settori d'intervento attraverso un modello imperniato sulla prossimità e fondato sul ruolo delle stazioni, che rappresentano sicuri riferimenti per la collettività”, queste le parole del colonnello Di Pietro.

La cerimonia è proseguita con la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Un pensiero speciale è stato rivolto alle vedove e agli orfani dei militari dell'arma. Ad accompagnare la cerimonia, il soave canto dell'associazione corale “Hirpini Cantores”, diretti dal maestro Carmine D'Ambola. Numerose operazioni condotte, quest'anno, sul fronte della criminalità organizzata: dal primo giugno 2015 al 31 maggio 2016, il comando provinciale ha espresso oltre 61mila servizi esterni.

Un quadro di efficienza del “sistema di sicurezza”, che indica la giusta strada intrapresa dalle Forze di Polizia e dall'Autorità Giudiziaria.

Al termine della cerimonia, sono stati consegnati i riconoscimenti concessi ai militari del Comando Provinciale di Avellino: medaglia di bronzo al merito civile del Ministro dell'Interno, preceduta da encomio solenne del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri come prima attestazione di merito, concessa al maresciallo Arturo Miranda e all'appuntato scelto, Francesco Spiezia.

A seguire, encomio semplice del Comandante della legione Carabinieri Campania, concesso al Comandante della compagnia di Baiano, Giuseppe Giovanni Ianniello, al Luogotenente ora in concedo, Giuseppe Oliviero, al Maresciallo Capo, Vincenzo Gerardo Fragello.

Essi hanno condotto una complessa attività d'indagine, conseguente un omicidio che consentiva l'arresto dei due responsabili e il deferimento in stato di libertà di ulteriori due complici.

Carolina Urciuoli