Il teatro come presidio civile, prima ancora che come luogo di spettacolo. Con questa ambizione nascono gli Stati Generali del Teatro delle Aree Interne della Campania, in programma domani, dalle 10.30 al Teatro d’Europa di Cesinali, in provincia di Avellino. L’appuntamento riunirà operatori culturali, amministratori e rappresentanti istituzionali con l’obiettivo di dare una forma comune a esperienze spesso nate lontano dai grandi centri, ma decisive per la tenuta sociale dei territori.
Il margine che diventa centro
Il punto di partenza è un cambio di sguardo: non considerare le aree interne come luoghi di arretramento, ma come spazi in cui cultura, turismo e comunità possono tornare a intrecciarsi. L’iniziativa nasce dall’appello del presidente del Teatro d’Europa, Luigi Frasca, insieme all’attore Gigi Savoia, direttore artistico della struttura. Dopo anni di progetti diffusi ma non sempre coordinati, il mondo teatrale dei piccoli comuni prova a costruire una piattaforma condivisa, capace di parlare alla politica regionale e nazionale.
Il tavolo con i sindaci e le istituzioni
A Cesinali sono attesi, tra gli altri, il presidente della Provincia di Avellino Rizieri Buonopane, il deputato Gianfranco Rotondi, il sindaco di Cesinali Dario Fiore, il sindaco di Benevento Clemente Mastella e il sindaco di Chiusano San Domenico Carmine De Angelis. Al confronto prenderanno parte anche figure del mondo accademico, culturale e imprenditoriale, tra cui Ettore Massarese, Vincenzo De Luca, Gerardo Capaldo, Enrico Ferrante, Federica De Gennaro e Antonio Foglia.
Manifesto, spazi e finanziamenti
Dai lavori dovrà nascere il Manifesto del Margine, pensato come documento politico e culturale da sottoscrivere con i sindaci aderenti. Accanto al manifesto, il progetto prevede una mappatura digitale dei luoghi oggi poco visibili ma adatti ad accogliere attività sceniche, dalle piazze ai castelli, dai granai agli spazi pubblici non convenzionali. Un altro passaggio riguarda l’istituzione di un ufficio bandi comunale, immaginato come strumento operativo per intercettare risorse e sostenere programmazione, residenze artistiche e produzione teatrale nei piccoli centri.
Una sfida culturale e politica
La posta in gioco va oltre il calendario degli spettacoli. Per gli organizzatori, il teatro può riaprire relazioni, restituire presenza e creare nuove economie intorno ai borghi. In un territorio segnato da spopolamento, fragilità dei servizi e isolamento, la cultura diventa così una leva di cittadinanza. La sfida sarà trasformare il confronto di Cesinali in un percorso stabile, capace di collegare istituzioni, compagnie, scuole, imprese e comunità locali.
