Un evento che unisce memoria civile, impegno ecclesiale e riflessione culturale: il 19 giugno 2026, alle 18, il Circolo della Stampa di Avellino ospiterà la presentazione del volume “Don Peppino Diana. Un prete affamato di vita” (Il Pozzo di Giacobbe, 2024), scritto dallo storico Sergio Tanzarella. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Nazionale Commissariato Militare (A.NA.CO.MI) con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino.
Un libro per raccontare un testimone scomodo
Il testo di Tanzarella ripercorre la vita e la testimonianza di Don Peppe Diana, il sacerdote di Casal di Principe assassinato dalla camorra il 19 marzo 1994. Un prete che aveva scelto di non tacere, di difendere la sua comunità e di denunciare apertamente la violenza criminale. Il libro ricostruisce il suo impegno pastorale, il suo coraggio e la sua eredità morale, ancora oggi punto di riferimento per chi combatte le mafie.
L’autore sarà presente all’incontro per dialogare con il pubblico e approfondire i temi della sua ricerca.
Le istituzioni in prima fila
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali di:
- Mons. Arturo Aiello, vescovo di Avellino
- Gen. Diego Paulet, presidente nazionale A.NA.CO.MI
- Avv. Fabio Benigni, presidente COA Avellino
- Avv. Nello Pizza, sindaco di Avellino
A introdurre i lavori sarà l’avvocato Antonio Della Porta, presidente A.NA.CO.MI Avellino, mentre la moderazione è affidata al giornalista Gianluca Amatucci di Radio Punto Nuovo.
Il confronto
Il dibattito vedrà gli interventi del professore Leone Melillo, docente dell’Università “Parthenope” e presidente dell’associazione internazionale Philosophy of Human Rights, e di Laura Nargi, ambasciatrice della stessa associazione. Le conclusioni saranno affidate all’avvocato Alessandro Marrese, legale della famiglia Diana e difensore delle vittime di mafia.
Una memoria che diventa impegno
Il claim che chiude la locandina - “Un testimone di fede, giustizia e coraggio. La sua voce, il nostro impegno” - sintetizza il senso profondo dell’iniziativa: ricordare Don Peppe Diana non come un simbolo distante, ma come un esempio vivo, capace di ispirare responsabilità civile e scelte coraggiose.
