Scontri a Montaguto: assolto La Manna

L'ambientalista era stato arrestato dalla polizia nel 2004

Ariano Irpino.  

Scontri in località Ischia, allo scalo di Montaguto - Panni, la Corted’Appello di Napoli, VI Sezione Penale ha assolto Anselmo La Manna. L’ambientalista arianese difeso dall’avvocato Luigi Marraffino, era stato arrestato dalla Polizia il 16 dicembre 2004 in una di quelle mattinate rocambolesche dell’infuocata protesta contro la realizzazione di una discarica, quando i sindaci della Valle del Cervaro, tra cui il compianto primo cittadino di Panni Leonardo De Luca, insieme ad Oreste Ciasullo, Giuseppe Andreano, Donatella Martino, rispettivamente di Savignano, Montaguto e Greci, vennero trascinati a terra dalle forze dell’ordine, con addosso le loro fasce tricolori. Istituzioni ferite, Stato contro se stesso, un caso che finì alla ribalta nazionale, con la consegna simbolica delle chiavi delle abitazioni dei cittadini della Valle del Cervaro e i certificati elettorali al prefetto di Avellino. La Manna fu arrestato, accompagnato presso il locale commissariato di polizia e tradotto in carcere. Numerose furono nei suoi confronti le attestazioni di solidarietà. Una mobilitazione molto forte, durata alcuni mesi, che vide attivamente protagonista la vicina Puglia. Le immagini di quei giorni particolarmente convulsi sono ancora impresse sui volti della gente e dei bambini in modo particolare, in braccio ai loro genitori durante le ripetute cariche delle forze dell’ordine, per fortuna senza conseguenze gravi, rispetto a quanto accaduto poi quattro anni dopo a Pustarza, su cui proprio Anselmo La Manna attende ancora giustizia dopo essere stato pestato ferocemente a Grottaminarda nei pressi del casello autostradale da due poliziotti dei reparti mobili di ritorno a Napoli dopo i fatti di Savignano. La Manna fu ammanettato e picchiato, un episodio gravissimo che solo per un soffio non finì in tragedia. Tornando ai fatti del 2004 per i quali oggi è stato assolto, i capi d’imputazione, si legge, fanno riferimento a due episodi: “Quando usando violenza La Manna spingeva ripetutamente il vice questore aggiunto Pasquale Picone, facendolo precipitare lungo il pendio di una scarpata, da un’altezza di circa due metri, provocandogli lesioni personali giudicate guaribili in cinque giorni e per aver sferrato un violento calcio all’agente scelto Antonio Squarcio mentre quest’ultimo unitamente al sostituto commissario Clemente De Simone procedeva al suo arresto.” Dopo dieci anni si chiude un primo capitolo dell’amara e triste vicenda di Savignano e dei tanti processi in atto contro di lui ed altri: “Un calvario, questo comporta vivere vicende del genere, ma grazie a Dio e alla mia anima forte - afferma La Manna - non mi sono mai arreso e continuerò ad aiutare gli altri con la speranza di poter ottenere giustizia. Dedico questo mio momento di gioia alla mia famiglia e a tutti gli amici.”