Contrada Viggiano, manutenzione dei 78 alloggi, i residenti lanciano un appello urgente all’Iacp. “Si sta sottovalutando la situazione, qui giù siamo completamente trascurati.” Una storia che parte da lontano e che sembrava si fosse incanalata sul binario giusto, ma non è stato così. Dopo le sollecitazioni degli abitanti di contrada Viggiano, erano infatti arrivati i primi segnali. Mesi fa furono rimossi i mattoncini pericolanti, all’ingresso del rione, che costituivano un serio pericolo per auto e pedoni. Un distacco che era apparso molto evidente e pericoloso a tal punto da spingere qualche residente a sollecitare l’intervento dei Vigili del Fuoco. I tecnici, dopo aver rimosso il pericolo, avevano transennato l’area interessata ed effettuato un sopralluogo in tutta la zona, al fine di individuare le varie criticità alle quali porre rimedio.
Canaloni pericolanti o usurati dal tempo, infiltrazioni ed altri problemi, dovuti purtroppo all’assenza di manutenzione. In qualche caso negli anni è stato grazie agli stessi residenti se sono state effettuate piccole opere tampone. Gli alloggi in questione, sono stati gli ultimi edifici, costruiti dall’ente nel Piano di Zona, in quel fazzoletto di terra che affaccia alla contrada Torana, dotati all’interno di ogni confort. Il comune fatta eccezione di qualche panchina fatta pervenire nel 1995 dall’allora sindaco, il compianto Erminio Grasso non è stato capace di portare a conclusione altri progetti. Era stato richiesto un parcheggio, vista la densità abitativa, ma alla ci si è intestarditi a progettare un campetto polivalente, giudicato inutile dagli stessi abitanti. Un opera, nata male e che ancora oggi resta incompiuta e piena di ostacoli. Per non parlare di uno scavo diventato ricettacolo di rifiuti, dal quale fuoriescono odori nauseabondi, pericolosissimo soprattutto per i bambini, battezzato da tutti come il buco della vergogna. Uno scavo che al momento rappresenta un mistero, uffici e polizia municipale sono al corrente di questa grave situazione, sia sotto il profilo igienico sanitario che della sicurezza, si sa bene di chi sono le responsabilità ma nessuno interviene.
L’ultimo appello venne rivolto al commissario prefettizio Elvira Nuzzolo. Della vicenda si sono interessati negli anni almeno tre assessori, Raffaele Li Pizzi, Liliana Monaco e Giuliana Franciosa, ma nessuno è riuscito a venirne a capo. Situazione attuale? Quel campetto rimasto, opera incompiuta, rischia di deperire nel tempo e i box realizzati nella parte sottostante potrebbero anche essere danneggiati come accaduto a Cannelle. I residenti chiedono una sola cosa e su questo vi è la massima compattezza, che si possa utilizzare quella struttura come Silos parcheggio, essendo la zona molto vasta ormai a livello abitativo. Qui spetta al comune fare la sua parte e il primo intervento da mettere in atto è l’eliminazione di quel grande fosso, che rappresenta un serio pericolo soprattutto per i bambini oltre ai seri rischi di natura igienico sanitario.
Giovanni Vigoroso
