Medicina dello Sport nel Distretto Sanitario: una precisazione

Intervento di Cittadinanzattiva

Ariano Irpino.  

"L’associazione Cittadinanzattiva di Ariano Irpino riconosce gli sforzi profusi dalla direzione del Distretto Sanitario di Ariano Irpino per riqualificare la struttura in modo rispondente alle esigenze ed alla richiesta dei cittadini - si legge in una nota - e si augura di lavorare in sinergia con tutti gli operatori, come è stato fatto finora, al fine di potenziare tutte le specialità per soddisfare i bisogni dei pazienti." Per quanto riguarda la medicina sportiva, (a rettifica di quanto pubblicato il 30.04.2015) Cittadinanzattiva sostiene di non essere in possesso di dati sulle liste di attesa né tantomeno sul numero di certificati rilasciati; pertanto ogni dettaglio potrà essere forniti direttamente dagli operatori del Distretto. Viene rivolto un invito ai vertici, di potenziare il Distretto di Ariano Irpino affinchè venga completato di tutte le specialità necessarie per soddisfare i bisogni dei cittadini. La nota è a firma del coordinatore di Cittadinanzattiva  Antonio Gambacorta.

Pochi giorni fa l'intervento del direttore sanitario Armando Pirone:

Oltre 110 giorni per una visita reumatologica al distretto sanitario, 107 per quella pediatrica, quasi una anno dalla presentazione Cup per l’otorino. Soni i dati ufficiali, consultabili sul sito dell’Asl.

Un  monitoraggio che fa riferimento alle attività del mese di marzo 2015. Rallentamenti anche nel servizio di medicina dello sport e per l’azzeramento delle ore dedicate a Cardiologia.

Il chiarimento da parte de direttore sanitario Armando Pirone il quale non nasconde la preoccupazione ma avverte:

“Se una persona anziana, necessita di una protesi acustica, 300 giorni di attesa non sono pochi, però va anche detto che questa stessa persona usufruisce del servizio esclusivamente nel distretto, voluto da me circa cinque anni fa. E’ ovvio che essendo rimasto l’unico ad erogare protesi acustiche, oltre alla normale attività ambulatoriale di otorino, questo ha comportato ovviamente, un solo affollamento. Noi abbiamo richieste che vengono non solo dalla provincia ma anche da altre Asl della regione, per il semplice fatto che comunque vi è la possibilità di avere una visita e quindi un’autorizzazione per una protesi, piuttosto che non averla proprio.

Ciò che è importante a livello regionale, è riuscire a presidiare questo servizio con almeno 38 ore a fronte di meno della metà che abbiamo attualmente disponibili.”

Medicina dello sport

“Le ore, 38 le abbiamo, il problema, se tale si può definire è un altro che essendo alla presa in carico, un ragazzino almeno alla prima occasione è piuttosto lunga, perché altrimenti non si riuscirebbe a far emergere, come è stato fatto, alcune situazioni patologiche che poi hanno consentito a questi piccoli atleti di risolvere sul nascere i loro problemi. E’ pur vero che noi abbiamo solo nel distretto di Ariano, qualcosa come 10.000 atleti. Noi riusciamo con il massimo delle ore che fanno capo allo specialista, attualmente a garantire non più di 1500 1600 prestazioni all’anno. E’ chiaro che il fenomeno è in espansione e anche questa  è una di quelle cose che andrebbe adeguatamente pianificata e realizzata.

Cardiologia

Anche per la cardiologia che tra l’altro è una delle cose essenziali per la medicina dello sport, per noi è sempre stata una nota dolente. Abbiamo si  un paio di specialisti che operano su Mirabella, però è pur vero che rispetto ad una realtà complessa come Ariano, vi è la necessita il fabbisogno cardiologico territoriale, non ospedaliero. Su branche come queste è inutile girarci attorno, occorre un ripensamento complessivo. Il territorio insomma per partire, ha bisogno di investimenti. Però la differenza è che rispetto all’ospedale, noi  con dieci possiamo fare cento. L’ospedale con cento può fare dieci, non perché riduce, ma i capitali da investire sull’ospedale, sono sempre molto più ingenti delle residue risorse da investire sul territorio. E i risultati sarebbero di gran lunga superiori, alla fine della giostra, gli investimenti fatti in attrezzature, specialistica, in servizi alla popolazione, consente di avere poi meno patologie e ridurre l’intasamento alla volta degli ospedali.

 

Gianni Vigoroso