Da circa 40 anni non conosce manutenzioni, quel ponte fa paura

Torna a far parlare di se la strada pazza, teatro di suicidi e incidenti

Ariano Irpino.  

 

Un altro inverno sta per arrivare e nulla è stato fatto per eliminare i pericoli sulla strada panoramica. E' evidente il distacco delle discese pluviali lungo questa strada, una delle opere più imponenti della città priva di manutenzione dalla sua realizzazione avvenuta tra la fine degli anni settanta e il periodo del sisma dell’ottanta.

I residenti chiedono ancora una volta una verifica tecnica sul viadotto sollecitando se necessario anche l'intervento dei Vigili del Fuoco oltre ad una bonifica dell’area a ridosso della strada del crocifisso, diventata un orinatoio a cielo aperto, e fosse solo quello.......

Il Ponte mostra evidenti i segni del tempo, di una manutenzione mai avvenuta a distanza di oltre circa quarant'anni anni dalla realizzazione di quest’opera mastodontica. Il distacco delle discese pluviali in più punti del grande viadotto è il primo segnale di trascuratezza che balza agli occhi dei tanti automobilisti in transito su questa arteria che baypassa la città dalla zona Maddalena all’innesto di via Domenico Russo.  I canali di gronda e i tubi pluviali sono quasi tutti sospesi e in qualche caso inesistenti, con conseguenze e disagi notevoli durante le precipitazioni piovose. Per non parlare del ferro ben visibile sulla struttura portante del ponte, anche qui usurata dal peso degli anni. Tutto è ben visibile dal basso e dall’alto.  Non desta alcuna preoccupazione, almeno qui, il manto stradale rimasto intatto, realizzato evidentemente con grande attenzione in maniera perfetta dall’allora impresa Adriatica Costruzioni. E nella parte alta del ponte, nulla è stato ancora fatto fino ad oggi per prevenire le morti da quel viadotto maledetto, battezzato come la strada pazza. I suicidi avvenuti nel corso degli anni non sono bastati a scuotere il comune. Eppure basterebbe una semplice recinzione, che eviterebbe a tutti di affacciarsi e sostare in quel punto.

E da via De Sabramo parte un appello, affinchè si possa liberare da degrado almeno la comodissima strada del crocifisso che tanti pedoni utilizzano per raggiungere l’ospedale, via Maddalena, contrada Ponnola, Rione San Pietro e  Cardito, sulla quale si è battuto per anno il compianto Lillino Alterio. E’ letteralmente avvolta da erbacce e rifiuti. Un primo segnale di attenzione, si spera possa partire da qui, senza trascurare il problema serio delle discese pluviali sul ponte, prima che arrivino le grandi piogge. Degrado più totale infine di fronte all'ingresso dell'Istituto Capezzuto, dove si registra la presenza di erbacce, ratti e odori nauseabondi.

Gianni Vigoroso