Grande partecipazione di autorità civili, religiose, di docenti e studenti in occasione della presentazione del volume di Leone Melillo sul tema "Lo scisma sommerso e Papa Francesco. Quando il Magistero Pontificio diventa pedagogia politica", che ha avuto luogo presso il Castello della Leonessa di Montemiletto.
Il dibattito è stato animato dagli interventi di Antonio Della Porta, Massimiliano Minchiello, Fabio Benigni, l'arcivescovo Pasquale Cascio, Michele Gubitosa, Francesco Lavanga, Donato Madaro, Toni Ricciardi e Gianfranco Rotondi.
Un confronto che ha evidenziato come il superamento della distinzione tra “società chiusa” e “società aperta” e, quindi, dei possibili, diversi “modelli o paradigmi etici”, risiede proprio nell’etica di Papa Francesco, che segna il superamento di ogni possibile scisma nella Chiesa Cattolica, “mantenendo il focus sulla dimensione politica dell’educazione”.
Non esiste, quindi, nessun contrasto - diversamente da quanto ha affermato Pietro Prini - tra la “giusta libertà di ricerca” e lo “studio delle scienze sacre”, tra la “libertà di investigare e di manifestare con prudenza” il proprio pensiero nel “dovuto ossequio verso il Magistero della Chiesa” e l’ulteriore “approfondimento delle verità”, che non può risiedere nella dimensione bioetica, come già esprime, tra l’altro, la dimensione della “libertà religiosa dell’individuo”.
Una lettura - ha evidenziato Leone Melillo, autore del libro - che svela la fuorviante convinzione di Pietro Prini per cui la “civiltà moderna è nata quando lo spazio degli ingegneri si è sostituito a quello dei teologi”.
