Una piazzetta intitolata a Sant'Ottone, nel rione San Pietro, in cui affaccia il romitorio, luogo in cui, arrivato stanco e ammalato ha vissuto il suo ultimo tempo da eremita nella carità.
La proposta, rivolta al sindaco Enrico Franza e all'amministrazione comunale, è arrivata dal vescovo Sergio Melillo nel corso della solenne celebrazione tenutasi nella basilica cattedrale in occasione della ricorrenza del santo patrono.
Fede e profonda devozione. Quando si parla di Sant'Ottone, il cuore degli arianesi batte sempre forte. Scuole e uffici chiusi sono rimasti chiusi quest'oggi.
Nella basilica cattedrale, l'annuale celebrazione eucaristica che quest'anno ha visto la partecipazione del vescovo di Nocera Inferiore-Sarno Giuseppe Giudice insieme a Sergio Melillo e ai sacerdoti della diocesi. Liturgia animata dal coro della cattedrale.
Presenti il sindaco Enrico Franza, il vice Grazia Vallone, l'assessore Toni La Braca e tra le forze dell'ordine il comandante della stazione dei carabinieri di Ariano Irpino, luogotenente Francesco Russo e della polizia municipale, colonnello Angelo Bruno. Picchetto d'onore in alta uniforme con due vigilesse, schierate ai due lati del gonfalone della città.
Melillo nel suo saluto ha espresso parole di ringraziamento verso tutte le associazioni e volontari che si sono adoperate per questa giornata all'insegna della solidarietà, attraverso la distribuzione del pane di Sant'Ottone.
Il ricavato della raccolta andrà a sostegno della Caritas e del progetto degli amici del museo: “Sulle orme di Sant’Ottone, cammino di fede, memoria e comunità”
I proventi: La distribuzione del pane è di 5430,00 euro, così ripartita: 3.800,00 agli amici del museo per la realizzazione del cammino di Sant'Ottone e 1.630,00 euro a favore della caritas diocesana per fare fronte alle situazioni indigenti del territorio.
Rinviata a dara da destinarsi, a causa delle avverse condizioni meteo la processione del santo.
Sant’Ottone nacque a Roma verso il 1040 e discendeva dalla nobile famiglia dei Frangipane. Dopo un lungo pellegrinare, il santo giunse ad Ariano Irpino verso il 1117. Qui per tre anni gestì un ospizio per pellegrini, che egli stesso aveva fondato, dando esempi di carità, finchè non decise di ritirarsi a vita eremitica, come già detto, nella chiesetta di San Pietro, oggi ancora esistente e chiamata San Pietro de’ reclusis, dove restò in penitenza in una piccola cella chiamata romitorio. Nel 1127, dopo sette anni di eremitaggio e 10 anni trascorsi ad Ariano, morì.
La figura miracolosa del santo viene associata a molte calamità ed eventi tristi che hanno messo a dura prova la città, come nei tempi della peste.
