Montecalvo Irpino: "E' stata una Pasqua tristissima in paese"

Dopo Antonietta Leone, se ne va anche Rosa D'Attoli, l'ultima custode della memoria popolare

montecalvo irpino e stata una pasqua tristissima in paese

Nicola Serafino: "Anche quest'ultimo pezzo è volato via, ora si riparte da zero"

Montecalvo Irpino.  

Neppure il tempo di salutare Antonietta Leone, la simpatica cantastorie dell'Irpinia che una nuova triste notizia avvolge la comunità di Montecalvo Irpino. Se ne va anche Rosa D’Attoli, vedova Iorillo, all’età di 93 anni. Con lei si chiude un capitolo prezioso della memoria collettiva di Montecalvo Irpino.

Era l’ultima delle cantatrici popolari, custode dei suoni e dei canti della tradizione locale, una voce autentica che ha attraversato il tempo portando con sé l’identità di un’intera comunità.

Dopo di lei sembra calare un silenzio profondo, come se con la sua presenza si fosse spento un mondo antico fatto di appartenenza e memoria vissuta.

"Rosa - scrive Nicola Serafino - non raccontava semplicemente il passato: lo incarnava, lo custodiva e lo trasmetteva con naturalezza, fino all’ultimo.

Amava indossare con fierezza il costume della Pacchiana, simbolo forte delle donne montecalvesi e della loro storia.

Non era solo un abito, ma una dichiarazione d’amore verso la propria terra e le proprie radici. Convinta custode delle tradizioni, è stata sempre presente nelle feste religiose e negli eventi popolari, rappresentando lo spirito degli avi con discrezione e dedizione.

Ha seguito con passione la pro loco, i balli tradizionali e soprattutto la tarantella, che per lei era un linguaggio e un racconto collettivo.

Conosceva strofe, filastrocche e canti popolari montecalvesi, molti dei quali tramandati solo grazie alla sua memoria. Era una vera raccontatrice e cantatrice, capace di trasformare ogni incontro in un momento di autentica condivisione.

La sua presenza non è mai mancata, nemmeno nell’evento più recente al Castello Pignatelli, durante la presentazione del Pomodotto, prodotto ideato da Nicola Serafino e realizzato dallo chef Angelo Bisconti. Anche lì Rosa c’era, fedele alla sua missione di testimone del passato.

Con lei non se ne va solo una persona, ma un patrimonio di cultura viva, trasmessa a voce e con il cuore.

Resta ora una grande responsabilità: non lasciare che ciò che Rosa ha custodito con amore vada perduto. Il suo ricordo continuerà a vivere nei canti, nelle storie e nella memoria della comunità. Ai figli Libera, Antonio e Luciano e a tutti i suoi cari familiari va il mio più sentito cordoglio.