L'informatore arianese 2026: "Riportiamo emigranti e turisti in città"

"Siamo sicuramente più attrattivi di Avellino, guardiamo con fiducia al futuro"

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Una serie di interventi strategici, alcuni dei quali già in atto, restituiranno, almeno si spera, un nuovo volto ad Ariano Irpino. Ecco una riflessione dall'informatore arianese 2026 curatp come ogni anno nei minimi dettagli da Amedeo Iacobacci...

Ariano Irpino.  

Una città che oggi sogna di diventare più bella e accogliente, richiamando l’attenzione di turisti ed emigranti, questi ultimi purtroppo sempre più in calo rispetto agli anni 80-90, nonostante siano in molti a voler ritornare e per sempre nella propria terra d’origine, per godersi una meritata e serena pensione. In questo modo soprattutto nel centro storico, si riaprirebbero tante porte chiuse da anni.

Certo, per far sì che ciò avvenga dovrebbero cambiare molte cose, una fra tutte, ci dice un arianese che vive attualmente al nord la snervante chiusura dei rubinetti a causa della mancanza d’acqua soprattutto nei mesi estivi.

E’ qualcosa di assurdo e intollerabile. “L’estate scorsa non siamo venuti in paese per questo motivo”. Una problematica che purtroppo sembra ormai essere presente in ogni stagione dell’anno.

Tornando agli interventi in atto, l’attenzione principale è rivolta ai lavori di riqualificazione del centro storico, strade, piazze, arredi ed edifici in costruzione. Un progetto che, non solo valorizza l’identità culturale, ma rappresenta anche un passo fondamentale verso un futuro più sostenibile e vivibile per tutti.  

Immaginiamo un centro storico sempre più pedonale e nello stesso tempo ricco di attrazioni e attività che possano fare da richiamo, soprattutto nel settore della ristorazione.

Partiamo da un dato significativo da non sottovalutare.

"Dopo la chiusura della storica Standa in via Calvario, fatta eccezione di piazza Mazzini, nel cuore pulsante della città non vi è un supermercato, un albergo come lo è stato per tanti anni il glorioso Giorgione, una pizzeria o una trattoria ampia e confortevole soprattutto per le famiglie, lungo via D’Afflitto che andrebbero ad aggiungersi alla Pignata e al San Domenico, attività rinomate oramai collaudate e apprezzate grazie all’esperienza e dinamismo dei titolari.

Locali anche ampi ce ne sono a causa della chiusura di molte attività commerciali simbolo. Chissà se qualche imprenditore voglia investire in centro, così come hanno fatto diversi giovani con le varie attività, tutte di qualità attualmente attive, da via Castello, piazza Lusi, via Tribunali, via Marconi, via Mancini, via D’Afflitto, Russo Anzani, piazza Plebiscito, piazza Duomo e via XXV aprile, a cui si aggiungono anche quelle di piazza Mazzini. Non ci sono neppure ad Avellino città così tanti locali come quelli di Ariano per non parlare delle innumerevoli pizzerie d’asporto. Sembra incredibile ma è così.

Chissà se il polo alberghiero e agroalimentare possa in qualche modo ridare nuova linfa. Ma va sicuramente riempito di contenuti e perché no anche di attività che non siano solo di tipo scolastico alberghiero. Non pensiamo che l’ex Giorgione da solo possa fare grandi miracoli. Che ben venga qualsiasi idea in merito.

Insomma, lo ripetiamo, nel centro storico servono nuove attività ristorative, su questo non c’è dubbio e soprattutto locali con fitti non eccessivamente costosi per chi vorrà investire.

Se a tutto questo aggiungiamo una serie di manifestazioni aggregative sul modello vicoli e arte, non solo durante l’estate, o spinte dall’ingegno del team infallibile Pagliaro, attrazione in villa comunale e nelle nuove piazze, più botteghe artigianali, ceramica e non solo, magari con souvenir della città come aveva provato ad inventare il grande Raimondo Rubino, musei aperti soprattutto di domenica con apposite guide, turismo religioso con tappa obbligata ad Ariano, valorizzando anche il Santuario di Valleluogo tra gli itinerari della fede sull’asse Campania-Puglia, la speranza di un vero rilancio del centro storico, potrebbe davvero essere non più solo un sogno!

Non va dimenticata in questo processo di sviluppo la periferia, che vanta la presenza di numerose attività commerciali di qualità, sull’asse Manna-Cardito-Martiri e zone rurali, dove anche qui la ristorazione è il piatto forte.

Locali frequentati da comitive che arrivano anche da fuori regione, spesso con il desiderio di visitare i luoghi storici e caratteristici della città e pernottare. Da qui l’idea di promuovere un servizio navette per raggiungere il centro storico ed ammirare le sue eccellenze. Foto di Francesco Lops.

Così Confcommercio Ariano: 

Guardiamo con ottimismo alla trasformazione del centro storico di Ariano Irpino. Da cantiere a spazio rinnovato e accogliente: un cambiamento concreto reso possibile grazie agli interventi del Pnrr, che restituisce valore alle nostre attività e nuova attrattività al territorio.

Un centro più bello e vivibile significa più opportunità per il commercio locale, più presenze e una comunità che cresce insieme.

Continueremo a sostenere ogni iniziativa che favorisca lo sviluppo, la qualità urbana e il rilancio delle imprese del nostro territorio come nel progetto presentato il 3 aprile scorso dal distretto urbano del commercio città di Ariano Irpino con il concept “ Ariano Experience District” . Il futuro passa anche da qui.

Ma non manca un'analisi critica. Così Felice Vitillo: "Il vero dato? E' che le attività stanno chiudendo una dopo l’altra, nel silenzio generale. E mentre succede tutto questo, qual è la soluzione?

Ma davvero pensiamo che qualche intervento urbano possa risolvere un problema molto più profondo? Forse è il momento di smettere di raccontarci favole e iniziare a guardare in faccia la realtà".