Le acque superficiali e sotterranee dell’Irpinia: Una ricchezza da governare. Sabato 17 ottobre, incontro a Senerchia, nella sede dell'associazione "La Ginestra Aps" al corso Garibaldi, alle ore 16,30.
Il programma:
Saluti: sindaco di Senerchia Michele Di Muro, modera: Beniamino Grillo, relatori: geologo Sabino Aquino, docente di geologia applicata e difesa del suolo Università telematica Pegaso, sindaci di Senerchia: Michele Di Muro, Calabritto, Gelsomino Centanni, Caposele: Lorenzo Melillo. Oliveto Citra: Carmine Pignata, Santomenna: Michele Di Geronimo, presidente Consorzio Bonifica del Volturno: Francesco Todisco Presidente Parco Regionale Monti Picentini: Gerardo D’Angola Associazione Amici del Sele: M° Lello Gaudiosi, Conclude: Prof. Geol. Sabino Aquino.
Contenuti del convegno
Le acque sotterranee e superficiali dell’Irpinia costituiscono la maggiore ricchezza del territorio e il principale serbatoio idrico naturale dell’intero Mezzogiorno. Basta citare il nome Irpinia per rievocare le ingenti fonti idriche di Caposele di Cassano Irpino di Serino e di Calabritto, da cui traggono alimentazione i più importanti acquedotti del meridione d’Italia.
Sulla base dell’attuale assetto infrastrutturale, le acque dell’Irpinia ricadono, infatti, al centro di un complesso sistema di interscambi idrici interregionali, per quanto concerne il comparto potabile ed irriguo.
Eppure, le popolazioni irpine stanno vivendo l’alternarsi di fenomeni di siccità e di concentrazioni delle piogge, che insieme mettono in forse la certezza della disponibilità d’acqua. Uno dei maggiori motivi di
preoccupazione degli enti gestori di acquedotti è il pericolo di depauperamento delle risorse idriche; depauperamento che può avvenire per cause naturali (ad esempio: minore alimentazione degli acquiferi e/o degli invasi, dovuta a diminuzione degli afflussi meteorologici) o per cause antropiche (ad esempio: emungimenti superiori ai quantitativi idrici di alimentazione; inquinamento delle acque, a cui segue necessariamente una minore disponibilità di risorsa).
A ciò va aggiunto che la vita degli ecosistemi dei fiumi irpini è seriamente compromessa, sia per il mancato
governo dei prelievi, onde assicurare il rilascio in alveo del minimo deflusso vitale, sia perché, allo stato, l’intero reticolo idrografico costituisce il recapito finale di scarichi di acque reflue domestiche ed
industriali, in molti casi non sufficientemente depurate.
L’acqua, da abbondante ricchezza, è diventata un problema che richiede risposte non più rinviabili anche in Irpinia. Come affrontarlo? Come mettersi nelle condizioni di prevenire il ripetersi di “emergenze naturali” ormain prevedibili? Questo Convegno intende porsi come luogo di confronto e condivisione per tracciare le direttrici degli interventi necessari, utilizzando un quadro accurato delle conoscenze in materia di risorse idriche come base per definire idonee strategie operative.
