"Forse qualcuno si è dimenticato, intanto noi siamo proprio all'estremo delle nostre forze". Così Michele Rizzo delegato Rsu Cgil dell'Arcelor Mittal racconta la battaglia quotidiana dei lavoratori alle prese con la vertenza, le trattative, la crisi che non trova soluzione, tra annunci, proposte, proteste e incontri.
Appello alla Regione
"Dopo tutto quello che è successo, ci siamo trovati sotto una montagna che ci è crollata addosso. Noi siamo sotto contratto con Pisano, ma non sappiamo come evolverà la situazione con la Regione e con il signor Pisano. Siamo in bilico, in un limbo assurdo e doloroso.- spiega Rizzo -.
Chiediamo all'assessore Bonavitacola di darci una mano e di valutare la situazione, perché in questi giorni abbiamo sentito delle novità che non possiamo né ignorare né accogliere passivamente - spiega Rizzo -.
Anche se fino ad ora abbiamo visto tanti imprenditori, alla fine o per un motivo o per un altro non è mai andato in porto niente, e noi stiamo pagando le pene dell'inferno"
Il nuovo imprenditore
"Negli ultimi giorni è trapelata la notizia di nuovi imprenditori che hanno mostrato interesse. Noi abbiamo accolto la notizia senza dispiacerci, però voglio fare un appello. Chiedo che questo imprenditore, chiunque sia, venga con un progetto serio, che venga a reindustrializzare l'azienda con un piano valido. Dopo tutto quello che abbiamo passato e stiamo passando, non vogliamo trovarci tra un anno o due con un altro imprenditore che, per motivi che spero non si verifichino, ci costringa di nuovo a fare scioperi davanti ai cancelli.
Per questo, chiedo alle istituzioni e alla Regione, e anche al signor Pisano, che se non ha più le possibilità di investire nella nostra zona, prenda una decisione e permetta a un imprenditore serio di andare avanti.
Faccio anche un appello alla politica, che fino a ora non ci è stata tanto vicina. Vi prego, non si facciano passerelle politiche, ma trovino un imprenditore serio che abbia veramente la voglia di venire a investire da noi, perché ne abbiamo veramente bisogno".
