De Mita ammette: "Il diluvio ci ha travolto, ora ripartiamo"

L'ex premier analizza il dato elettorale: stoccate a chi non voleva il nipote Giuseppe candidato

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Avellino.  

di Pierluigi Melillo

L'aveva detto da Fazio a “Che tempo che fa”, l'ha ripetuto davanti ai suoi fedelissimi ad Avellino. Mai come stavolta Ciriaco De Mita ammette la difficoltà a capire quello che sta accadendo nella politica italiana. Eppure in tanti chiedono a lui come il Paese potrà uscirne. Di governi e rimpasti tra manuali Cencelli e larghe intese se ne intende davvero, perché in Italia non c'è nessuno che a 90 anni si diverte ancora a fare il sindaco della sua comunità e può vantare una storia politica così intensa e ricca di incarichi. “La situazione politica? Non è drammatica, ma è tragica”, aveva detto in tv, idea che ripropone davanti all'affollata platea del Viva Hotel.

Discorso lampo.  Ma anche De Mita è cambiato. Non più interventi della durata media di una partita di calcio. Il leader ha ridotto i tempi: poco meno di dieci minuti, sette per l'esattezza. Per lui quasi un record. “Sarò brevissimo”, esordisce in maniera per lui atipica. Parla di “diluvio” elettorale. E ammette: “Per la prima volta da quando si vota in Italia faccio fatica a capire chi ha vinto”, osserva l'ex premier. “Non si sente”, urla qualcuno dal pubblico. E lui risponde ironico: “Ringraziate Dio che parlo”. Applausi e risate.

L'analisi sul voto. De Mita non riesce a dare una spiegazione del voto, fa i complimenti al nipote Giuseppe per il discorso sulla sconfitta. “La migliore risposta a un gruppo di avventurieri che voleva spiegare perché tu non dovevi essere candidato. Stasera c'è la distinzione tra le persone perbene e gli avventurieri. E qui stasera gli avventurieri non ci sono”. De Mita prova ad analizzare quanto avvenuto il 4 marzo. E spiega: “Un passaggio elettorale anomalo per la quantità di voti espressi a favore e non si capiva per chi, ma anche anomalo perché ha diviso il paese. Però, a la cosa più anomala è che chi ha vinto, dopo che ha vinto, non sa perché è successo".

Frecciate ai Cinque Stelle. Le frecciate di Ciriaco sembrano dirette a Luigi Di Maio, che negli ultimi giorni aveva chiesto l'appoggio al Pd per formare il governo. De Mita sentenzia: "Mai visto uno che vince e non si candida a governare. Vogliono solidarietà, si scopre De Gasperi, si mette da parte il reddito di cittadinanza. Si pensa che stando insieme ci si aiuta a non morire. La politica è pensiero, unica strada per guardare al futuro”. Poi chiude con un messaggio a quanti lo ascoltano in sala: “La vostra presenza incoraggia pure me. Ed esco così da uno stato di incertezza che mi accompagna da quando ho letto i risultati elettorali”. Il vecchio leone riparte.