Il ritorno di Mancino: "Pronto a dare una mano alla città"

L'ex presidente del Senato domani in conferenza stampa: ho pensato a Cannizzaro come sindaco

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Avellino.  

di Pierluigi Melillo

Per anni è rimasto in disparte, mortificato dall'accusa che i pm di Palermo avevano ipotizzato nei suoi confronti, coinvolgendolo nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Ora che è stato assolto con formula, Nicola Mancino vuole lasciarsi alle spalle il periodo più brutto della sua storia politica.

"Grazie agli avellinesi". Ha dato appuntamento ai giornalisti per domani pomeriggio (ore 17.30) presso il circolo della stampa. “Sono pronto a dare il mio contributo alla città”, annuncia l'ex presidente del Senato, deciso a ringraziare tutti gli avellinesi che in questi anni di sofferenza non gli hanno fatto mancare affetto e solidarietà. “Sono felice – ha detto Mancino - di essere uscito da questa vicenda con l’assoluzione con formula piena. La mia è stata una battaglia difficile che mi ha impegnato per anni. Sento il dovere di spiegare questo tormento alla città che non ha mai mancato di starmi vicino”, ha aggiunto Mancino.

La crisi del Pd. L'ex Ministro torna nella fase più difficile del partito democratico, sconfitto dal voto del 4 marzo e dilaniato sui territori da guerre per bande. Si sono fatti sentire in tanti. Significativo il messaggio su twitter firmato da Lorenzo Guerini, l'ex vice di Renzi, che ha scritto: “L'assoluzione non ripaga Nicola Mancino di questi anni di sofferenza che non gli saranno restituiti, ma conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, la sua statura di galantuomo e servitore delle istituzioni”.

Le scelte sul dopo Foti. Resta da capire ora come Mancino intende rientrare in gioco, lui che è sempre stato punto centrale nelle scelte del centrosinistra in città. Non ci saranno le primarie, come lui aveva auspicato. E confessa di avere già in mente qualche nome da mettere in campo per il dopo Foti (“Ho pensato a Cannizzaro, prefetto a Perugia”, conferma al collega Colucci). Si vedrà. Ma già quando lui si sacrificò assumendo la guida del gruppo consiliare a Piazza del Popolo cominciò a verificare quanto fosse difficile mantenere l'unità all'interno del partito. Ora c'è una resa dei conti feroce a via Tagliamento. “Non c'è più politica”, aveva confessato l'altro giorno. Ed è forse questa la vera sfida da portare avanti: recuperare valori che nel Pd avellinese sono spariti.