Comuni montani, 125 paesi esclusi: "La montanità non si decide con un righello"

Il sindaco di Santa Paolina: basta tagli nei territori isolati e fragili. Appello a Fico

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Il primo cittadino evidenzia, inoltre, come la nuova classificazione rischi di creare una divisione inaccettabile tra “montagne di serie A” e “montagne di serie b” abbandonando proprio i territori dell’Appennino e delle aree interne

Santa Paolina.  

“Non si può misurare la montanità con un righello, ma bisogna tenere conto di fragilità, marginalità di un territorio, che custodisce tradizioni economiche e culturali uniche. Il Governo deve rivedere i criteri che devono la regione Campania cadere sotto i colpi di scure di criteri che declassano da montani ben 125 comuni, condannando ad altra fragilità, isolamento e marginalità territorio e aree interne già troppo danneggiate”. Così il sindaco di Santa Paolina, Rino Ricciardelli, commenta il declassamento dei comuni montani in Campania.

Gli altri comuni declassati

Come Santa Paolina sono tanti in comuni anche in Irpinia che rischiano di vedersi tagliati fuori come San Martino Valle Caudina, Mercogliano, Baiano Cervinara solo per citare alcuni di quelli compresi nella comunità Montan Vallo Lauro Partenio Baianese.

I cambiamenti

Nell'ambito della classificazione dei Comuni montani la Campania risulta tra le regioni più penalizzate: i Comuni montani scenderebbero da 298 a 173, con 125 enti esclusi, seconda solo alla Sardegna per numero di declassamenti. E' questo uno dei dati fotografati da Asmel.

La marginalità dei territori fragili

Il quadro socio-economico è particolarmente allarmante: il 93% dei Comuni campani declassati ha un reddito pro capite inferiore alla media), secondo l'ultimo Rapporto Istat sulla fragilità dei Comuni italiani. “È necessario considerare anche i dati socio-economici, perché oggi la gestione pubblica in queste zone si regge spesso solo sulla capacità dei sindaci locali" tuona il sindaco di Santa Paolina Pellegrino Ricciardelli.

Il caso Santa Paolina

“Santa Paolina ha gran parte del proprio territorio situato oltre i 600 metri di altitudine ed è inserita in un contesto realmente e oggettivamente montano. Siamo storicamente parte della Comunità montana Partenio-Vallo di Lauro e presentiamo tutte le caratteristiche geografiche, morfologiche e socio-economiche delle aree montane. Non possiamo essere penalizzati da parametri che non tengono conto della reale natura del territorio”. Spiega Ricciardelli, che esprime forte preoccupazione per la nuova classificazione prevista dalla legge 131/2025 .

La montanità identità del territorio

“La montanità non si misura solo con il metro o con un righello” – sottolinea il Sindaco Ricciardelli. “Un territorio è montano anche per le sue fragilità, per le condizioni di marginalità, per le difficoltà di accesso ai servizi. Le nostre comunità presidiano e custodiscono il territorio, prevengono il dissesto idrogeologico e mantengono vive tradizioni culturali ed economiche fondamentali.”

Lo status da non perdere

“La perdita dello status di comune montano – prosegue – comporterebbe conseguenze gravi per Santa Paolina: minori risorse economiche dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, riduzione delle agevolazioni fiscali per cittadini e imprese, difficoltà nell’accesso a contributi per la manutenzione del territorio e per il contrasto allo spopolamento, oltre alla perdita di deroghe previste dalla normativa regionale per il mantenimento dei servizi essenziali come i punti di erogazione scolastica.” 

Appello al Governatore Fico

“Sto seguendo con massima attenzione l’evoluzione della vicenda e mi appello al nuovo presidente della Regione Campania Roberto Fico, che da subito ha dimostrato una grande attenzione per le aree interne. La Costituzione, all’articolo 44, riconosce la necessità di adottare provvedimenti a favore delle zone montane, che per loro specificità hanno bisogno di strumenti e strategie specifiche. Non possiamo tradire questo mandato abbandonando comunità come la nostra. Continueremo a far sentire la nostra voce in tutte le sedi istituzionali – conclude Ricciardelli – per garantire futuro e dignità alla nostra comunità montana”.