Domani con palla a due alle 20.30, al PalaDelMauro, sarà sfida tra l'Avellino Basket e la Carpegna Prosciutto Basket Pesaro per il turno infrasettimanale (ventiquattresima giornata del campionato di Serie A2). La squadra irpina, protagonista da neopromossa nel secondo livello nazionale e reduce dalla sconfitta rimediata a Vigevano contro la Elachem, ospiterà la Victoria Libertas che condivide l'ottavo posto con Avellino Basket e Tezenis Verona a quota 26 punti. La squadra marchigiana si è rilanciata dopo un avvio complicato in cui ha salutato coach Stefano Sacripanti. Pesaro ha vinto 9 delle ultime 10 gare di campionato con Spiro Leka in panchina e dalla scorsa estate l'avellinese Nicola Egidio è nell'area sportiva della VL.
Le avventure in A da dirigente con Treviso e Scafati, ora la Vuelle
Il dirigente irpino, classe '92, è entrato nel mondo del basket nel 2016 curando innanzitutto analisi e report su piattaforme specializzate e dedicate allo scouting dei giocatori. Nella stagione 2018/2019 ha collaborato con la Virtus Segafredo Bologna che trovò in Kevin Punter il faro offensivo per il ritorno ad altissimi livelli in campo internazionale. Dopo una parentesi con Eurospects, piattaforma di scouting, nel biennio 2020/2022 è stato responsabile scouting di Treviso Basket in Serie A per poi vivere da consulente esterno un'esperienza con l'USK Praga e l'Hapoel Holon. Nel 2023 assume il ruolo di direttore sportivo della Givova Scafati e nella scorsa estate entra nell'area sportiva della Victoria Libertas.
"Egidio, quanto orgoglio c'è nel tornare ad Avellino da avversario con percorso da dirigente prima in A e ora con l'obiettivo di tornarci con un club storico della Pallacanestro nazionale?"
"Sono un nostalgico di natura e per di più legatissimo alle mie radici e alla mia terra. Direi che questa combo è abbastanza esemplificativa di quanto forti saranno le emozioni che proverò, ulteriormente accresciute dal fatto che rappresentare Pesaro è motivo di grande soddisfazione personale".
"Cosa significa per lei Avellino, non come realtà sportiva, ma per le origini e per il percorso nell'ambiente, prima anche da tifoso del club della città di origine?"
"Il mio avvicinamento alla pallacanestro coincide con la promozione nella massima serie della Scandone, un vanto di cui tutta la provincia irpina è stata privata sostanzialmente da un momento all'altro. Poter andare ogni domenica al palazzetto ad ammirare la Serie A è stato un imprinting determinante. E tornare ad Avellino, seppur da avversario in questo momento, è un po' un cerchio che si chiude: la Scandone è stata il motivo principale nello sviluppo della passione viscerale che nutro per questo sport".
"Cosa pensa dell'evoluzione del basket ad Avellino con una squadra matricola e con ottimi risultati fin qui in A2 e con la Scandone in B Interregionale che guida la classifica della sua divisione?"
"A mio parere l'aspetto da sottolineare maggiormente è il ritorno in città del basket a certi livelli. Più importante avere la pallacanestro o concentrarsi sulle denominazioni? Personalmente, benché mi sforzi di comprendere le motivazioni della "querelle", opto per la prima cosa".
"La stagione con Pesaro, iniziata con Pino Sacripanti, con un breve percorso con Giacomo Baioni head coach, ora il rilancio con Spiro Leka"
"Lo scorso giugno Pesaro era all'anno zero: nuova categoria dopo una scottante retrocessione, nuova governance, nonché un roster completamente da rifare, eccezion fatta per Octavio Maretto. E i tre avvicendamenti in panchina, dettati non da scelte tecniche, non hanno aiutato. Spiro Leka, coadiuvato dal duo Baioni-Pentucci, è stato capace di toccare i tasti emotivi a un gruppo che stava sottoperformando e che aveva bisogno di ritrovare certezze per esprimere i suoi reali valori tecnici".
"Le chiedo di coach Sacripanti, protagonista in panchina ad Avellino. Il basket, quanto prima, attende il rientro del canturino, questa volta definitivo"
"Pino Sacripanti ha avuto un'incidenza, prima umana che professionale, fondamentale nel mio percorso. Gli sono e gli sarò sempre grato per aver fin da subito creduto in me. Dispiace tanto per il fatto che non sia riuscito a vivere quest'avventura in cui si era lanciato con grande entusiasmo. L'augurio è quello di rivederlo presto in panchina dove merita di stare".