di Marco Festa
Un plebiscito popolare per invocarne la permanenza sulla panchina dell'Avellino: a un girone dal suo subentro a Domenico Toscano, esonerato proprio dopo il 3-0 all'Orogel Stadium “Dino Manuzzi”, contro il Cesena, prossimo avversario di turno dei lupi, Walter Alfredo Novellino è al centro dei pensieri della stragrande maggioranza della tifoseria irpina. Gratitudine per una salvezza ormai ad un passo dall'essere raggiunta, dopo un girone di ritorno a ritmi da promozione diretta – meglio dei biancoverdi solo la Spal – e desiderio che il percorso con il mister di Montemarano continui; sia solo all'inizio, viaggiano di pari passo. Il contratto di Novellino scade il prossimo 30 giugno. Al momento del suo arrivo aveva declinato la proposta di inserire un'opzione di rinnovo automatico per un’ulteriore stagione nel caso in cui avesse garantito il quinto campionato di fila in Serie B: “Voglio meritarmi la conferma sul campo”, la motivazione. Così è stato, ma il rinnovo, al momento non è scontato. E non per la volontà della società irpina, dichiarata da tempo, di proseguire con il mister per cui è pronto un biennale: tutt'altro che appagato dall'ennesimo successo in una carriera sempre ad alti livelli, Novellino sogna la Serie A. O almeno di poter competere per tornarci. Se l'Avellino sarà in grado di garantirgli le certezze tecniche, che sembrano essere uno degli scogli più importanti da superare, allora il matrimonio, felice, continuerà. Ma occhio pure alle sirene dalla massima Serie. Anche loro hanno iniziato a cantare d'amore per il condottiero di un'impresa a tratti insperata: già tre - top secret - le offerte sul piatto. Per il momento restano lì: volere di Novellino, che dà priorità ai negoziati col lupo. Questione di cuore.
