Avellino, è il momento di tirare fuori l'orgoglio

Domani, allo stadio "Picchi", la cruciale sfida contro il Livorno: lupi obbligati a svoltare

Avellino.  

«Non vivo nel mondo dei procuratori. Quello che ho fatto, l’ho fatto da solo, lavorando duro. Non credo che arrivare in Serie A da calciatore, o da allenatore, lo si faccia senza grinta. Io so cosa voglio. Non cambierò il mio carattere e so di essere buono di principio. Se qualcuno pensa che sono un "morbido" si sbaglia di grosso. Sono sempre stato un lottatore». Si riparte da qui. Alla vigilia di Livorno - Avellino, gara più che mai cruciale per il prosieguo di campionato dei biancoverdi, che sono reduci da due sconfitte consecutive e quattro k.o. in sei giornate, i lupi hanno un esempio da seguire. Riascoltando bene queste dichiarazioni potranno percepire lo spirito con cui si può e si deve uscire fuori da un inizio di stagione da incubo. Queste parole, da far proprie, sono da considerare come una sorta di manifesto per il riscatto collettivo. Le ha sfoderate nel momento più opportuno, Attilio Tesser: ad un bivio come il suo gruppo. L’allenatore di Montebelluna ha indicato con forza la vera, forse l'unica strada da seguire per svoltare. Sì, domani al “Picchi” (calcio d’inizio alle ore 15), nella gara valevole per la settima giornata di campionato, più dei moduli, più degli interpreti, più di tutto, conterà, in fondo, ciò che è racchiuso nel passaggio appena citato della sua conferenza stampa pre-partita: Il cuore, la determinazione. Soprattutto: l’orgoglio. 

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Marco Festa