Spezia-Avellino, cinque mesi dopo. Quante cose sono cambiate

I biancoverdi faranno visita ai liguri dopo l'impresa del 26 maggio, completamente rinnovati...

Avellino.  

Sono trascorsi cinque mesi da quel 26 maggio, dall'ultimo Spezia-Avellino. Ci si giocava un posto in semifinale play off, un salto nella storia. All'appuntamento con il Bologna ci arrivò l'Avellino, al termine di una battaglia lunga oltre 120', giocata per tre quarti con un uomo in meno e con la spada di Damocle di avere a disposizione un solo risultato e di dover assolutamente vincere per proseguire la marcia verso la Serie A. Ma quell'Avellino, nonostante tutto, aveva poco da perdere. Cinque mesi più tardi anche questo Avellino ha, probabilmente, un solo risultato a sua disposizione, per altri motivi. La vittoria è l'unico risultato che conta per acquisire, non una semifinale promozione, ma fiducia e soprattutto punti per tirarsi fuori dalla zona rossa della classifica.

In panchina non c'è più Massimo Rastelli. E' andato via due settimane dopo aver costruito l'impresa. L'Avellino si è affidato ad Attilio Tesser. Il tecnico veneto si è insediato pochi giorni dopo l'addio di Rastelli, ereditando dal collega partenopeo una panchina che sa ammaliarti per la storia della città e della squadra che rappresenta, ma che sa diventare dura come il marmo quando i risultati tardano o smettono di arrivare. Ma Tesser ha ereditato anche un gruppo rinnovato, con tanti volti nuovi, qualche calciatore biancoverde di lungo corso, una manciata di giovani di belle speranze, un paio di stranieri da far ambientare in un contesto nuovo, un attaccante da duecento gol in carriera, ma che soffre di momentanea difficoltà sottoporta e un altro attaccante, bandiera della squadra, indisponibile fino a fine novembre. Cinque mesi sono trascorsi da quel 26 maggio. Eppure sembra siano passati cinque anni.

Carmine Roca