di Andrea Fantucchio
Avellino nuovamente coinvolto nell'inchiesta “Treni del Gol”.
Sono stati tutti rinviati a giudizio gli imputati dell'indagine che è costata la retrocessione del Catania in lega Pro. E l'estromissione per cinque anni dalle competizioni sportive dell'ex numero uno del club etneo, Nino Pulvirenti.
MA CHE C'ENTRA L'AVELLINO?
In un primo momento, il presidente del Catania, Pulvirenti, dichiarò di aver comprato cinque partite (Varese-Catania 0-3 (2 aprile), Catania-Trapani 4-1(11 aprile), Latina-Catania 1-2(19 aprile), Catania-Ternana 2-0 (24 aprile),Catania-Livorno 1-1 pagando 100mila euro per match.
Poi il Procuratore Federale, Stefano Palazzi, parlò di contatti con alcuni calciatori dell'Avellino (la cui identità non è ancora nota) e dell'alterazione del match del 29 marzo 2015, terminato 1-0 a favore del Catania.
Adesso, proprio quella partita, su richiesta accettata del pm Sorrentino, torna al centro delle indagini.
COSA RISCHIA L'AVELLINO
Qualora le accuse fossero confermate, si potrebbe parlare di responsabilità amministrativa. Infatti, la partita è stata reinserita nelle indagini su richiesta del P.m., per vagliare la gravità della posizione del Catania. Sono escluse sanzioni sportive.
GLI IMPUTATI:
Oltre al presidente Nino Pulvirenti, l’ex ad Pablo Cosentino, l’ex Ds Daniele Delli Carri, l’ex agente di scommesse Giovanni Impellizzeri e i procuratori e faccendieri Fabrizio Milozzi, Fernando Arbotti e Piero Di Luzio.
PRIMA UDIENZA
Si terrà il prossimo 22 novembre
