Dopo aver mandato in archivio le prime due giornate di campionato alternandosi nei panni del dottor Jekyll e del signor Hyde – incoraggiante pari in rimonta contro il Brescia e deludente sconfitta a Chiavari, con la Virtus Entella – l’Avellino è chiamato a trovare una precisa identità, ma soprattutto a connotarsi con tratti vincenti. Al “Partenio-Lombardi” (ore 15) arriva il Trapani di Serse Cosmi. I punti in classifica, per i lupi, sono uno in due giornate: c’è desiderio e bisogno di un successo per evitare di minare fiducia ed ottimismo, anche se è auto-evidente che la giornata è solo quella numero tre e che qualsiasi risultato non comprometterà il cammino di entrambe le contendenti. Pure i siciliani, infatti, sono sbarcati in Irpinia con un bottino non proprio entusiasmante, ovvero due pari di fila: 2-2 all’esordio contro il Novara, 1-1 al “Provinciale”, con la Pro Vercelli. Forte è però la voglia di allungare la striscia, in ogni caso positiva, con un blitz che garantirebbe un’importante iniezione di autostima. Ambizioni di svolta e timori di imboccare una salita: stimoli e paure di biancoverdi e granata sono similari.
Torna una delle sfide più frequenti e determinanti degli ultimi anni, trascorsi a darsi battaglia dalla Serie D fino ad accarezzare la Serie A: nel 2015 è toccato al lupo cullare il sogno del ritorno nel gotha del calcio italiano dopo 28 anni di assenza; la scorsa estate si è fermata solo in finale la corsa di Pagliarulo e compagni. Per cambiare marcia l’Avellino deve interrompere un trend negativo. Negli ultimi quattro precedenti al “Partenio-Lombardi” tre pareggi e un colpo ospite, quest’ultimo datato 19 aprile 2016, ultimo confronto diretto: 1-3 per effetto delle reti di Eramo, Scognamiglio, Petkovic (oggi indisponibile, ndr) e Castaldo. L’ultimo acuto avellinese risale invece al 5 giugno 2011: finale di andata dei playoff di Seconda Divisione, 2-1 con sigilli di Millesi e Acoglanis intervallate dal momentaneo pari, su rigore, di Filippi. Altro giro, altra corsa: è tempo di aggiornare gli storici.
“Riscattiamoci” è stato il grido di battaglia alla vigilia del match del tecnico Domenico Toscano, che si appresta a modificare gran parte dell’undici iniziale proposto domenica scorsa al “Comunale”, con particolare attenzione rivolta al centrocampo, andato in bambola in Liguria. Il modulo non si cambia, la squadra ha bisogno di certezze: avanti col 3-5-2. Il ballottaggio più equilibrato è in porta: Radunovic, reduce da un doppio impegno con la Serbia Under 21, si è riaggregato al gruppo solo giovedì, ma punta a riprendersi la maglia da titolare momentaneamente ceduta a Frattali. Novità pure in difesa: il Nazionale albanese Djimsiti subito nella mischia, nel cuore della linea a tre, al posto di Jidayi non ancora al top della forma; Gonzalez sarà invece dirottato sul centrodestra, complici l’infortunio al piede destro per Donkor - che non figura nemmeno tra i ventidue convocati - ed il rientro dalla squalifica di Diallo, che è in vantaggio su Perrotta per agire sul centrosinistra. Ed ecco la mediana. Sugli esterni confermati Belloni a destra e Asmah a sinistra. Lì in mezzo, invece, terzetto nuovo di zecca: Gavazzi e Paghera, in cabina di regia, sono chiamati a dare esperienza, dinamismo e geometrie, mentre Crecco, fresco ex della gara al pari di Visconti sull’altra sponda – panchina per lui, ndr – dovrebbe essere preferito come interno sinistro a Lasik, reduce da un attacco influenzale. Improbabile, anche se non impossibile, la soluzione Verde mezzala destra (con conseguente spostamento di Gavazzi a mezzala sinistra, ndr): l’attaccante è stato a lungo provato nel ruolo in settimana, ma, a detta del tecnico, deve ancora progredire in fase di non possesso per essere lanciato dall’inizio in quella zona di campo. Magari ci giocherà a partita in corso. In attacco zero crucci: Castaldo e Ardemagni, che in settimana si sono sfidati a suon di colpi di tacco dimostrando un crescente grado di intesa, si avviano a far coppia dal fischio d’inizio del signor Marco Serra della sezione di Torino. Mokulu darà il suo contributo in corso d’opera. In casa Trapani atteggiamento tattico speculare; i pesanti forfait del già citato Petkovic e di Scozzarella da gestire e due testa a testa tra gli interpreti: Fazio e Balasa si giocano una maglia da cursore destro; Citro e Ferretti la possibilità di affiancare il talentuoso De Cenco là davanti.
Avellino – Trapani: le probabili formazioni.
Stadio “Partenio-Lombardi” – ore 15
Avellino (3-5-2): Radunovic; Gonzalez, Djimsiti, Diallo; Belloni, Gavazzi, Paghera, Crecco, Asmah; Castaldo, Ardemagni. A disp.: Frattali, Jidayi, Perrotta, D’Angelo, Lasik, Omeonga, Camará, Mokulu, Verde. All.: Toscano.
Squalificati: nessuno.
Indisponibili: Donkor, Migliorini, Molina.
Altri: Bidaoui, D’Attilio, Offredi, Soumarè, Tassi.
Ballottaggi: Radunovic – Frattali: 51% - 49%; Diallo – Perrotta: 60% - 40%; Crecco – Lasik: 60% - 40%; Crecco – Verde: 70% - 30% (se gioca Verde, Gavazzi mezzala sinistra).
Trapani (3-5-2): Guerrieri; Casasola, Pagliarulo, Legittimo; Fazio, Coronado, Colombatto, Nizzetto, Rizzato; Citro, De Cenco. A disp.: Farelli, Daì, Figliomeni, Balasa, Barillà, Ferretti, Visconti, Raffaello, Kresic. All.: Cosmi.
Squalificati: nessuno.
Indisponibili: Ciaramitaro, Machin, Petkovic, Scozzarella.
Ballottaggi: Fazio – Balasa: 51% - 49%; Citro – Ferretti: 60% - 40%.
Marco Festa
