Di lui si dice un gran bene ed è bastato qualche allenamento, ma soprattutto la prima gara ufficiale con la maglia biancoverde, per capire il perché: Berat Djimsiti, gigante svizzero naturalizzato albanese, girato in prestito in Irpinia dall'Atalanta, ha le stimmate del predestinato; di un giocatore che centra poco – in positivo – con la categoria. Longilineo, dominante nel gioco aereo, calma serafica nelle fasi di chiusura ed impostazione del gioco: il classe 1993 si è aggregato al suo nuovo gruppo soltanto lo scorso mercoledì, dopo l'impegno contro la Macedonia per le qualificazione ai mondiali della la Nazionale del c.t. De Biasi, ma Toscano non ci ha pensato su due volte a gettarlo immediatamente, nel cuore della difesa a tre dei lupi.
Lui ha ripagato l'immediata fiducia con una prestazione solida ed era visibilmente soddisfatto per la prestazione in sala stampa, dove ha commentato il pari a reti inviolate con il Trapani presentandosi alla piazza: "Mi sono trovato bene nonostante fossi da pochi giorni con la squadra – ha esordito Djimsiti - Era importante non subire gol e ci siamo riusciti. L’Avellino è una squadra con tantissimi giovane, ma anche con calciatori di livello. C'è il giusto mix. Se ho parlato con De Biasi della possibilità che si è palesata di venire qui ad Avellino? No, ma l'ho fatto col suo vice Tramezzani, che mi ha detto che avrei dovuto trovare una sistemazione dove giocare con maggiore continuità per non perdere la Nazionale e che Avellino poteva essere la piazza ideale. Il mister conosce Toscano e mi ha consigliato di venire qui. A Bergamo non avrei avuto la possibilità di giocare ed eccomi qui, pronto a dare il mio contributo. La posizione? Con l'Albania ho giocato nell'ultima partita per la prima volta da centrale ed anche oggi credo sia andata bene”.
Marco Festa
