Moretti: "Fiducia in Toscano: si è preso una patata bollente"

L'ex biancoverde a 0825: "L'Avellino deve solo sbloccarsi. I giovani hanno bisogno di tempo"

Avellino.  

Nel corso della terza puntata di "0825", il format di approfondimento sull'Avellino, su OttoChannel 696, condotto da Angelo Giuliani, con ospiti in studio l'ex biancoverde Filippo Viscido e i giornalisti Marco Festa e Claudio De Vito, è intervenuto telefonicamente un'altro ex "lupo", Vincenzo Moretti. L'ex terzino dell'Avellino ha parlato dell'avvio di stagione: "Dare un giudizio ora, dopo appena tre giornate, mi sembra davvero prematuro. - spiega Moretti - Sapevamo sin dall'inizio che, quest'anno, l'Avellino sarebbe partito in sordina, ma è una squadra che fa ben sperare. Con l'allenatore nuovo e i calciatori nuovi bisogna dare un pochino di tempo sia al tecnico che ai giocatori di poter assimilare quelli che sono i nuovi schemi, quelli di Toscano". La società di Piazza Libertà ha rivoluzionato la rosa puntando su tanti giovani: “Ho sempre pensato che Avellino non è la piazza giusta per fare esperimenti perché i tifosi sono molto esigenti. Avellino non è l'ideale per poter fare questi tipi di progetti a lunga gittata. La società ha in mente di mettere sulla bilancia questo tipo di progetto. Va rispettata quella che è la progettualità degli addetti ai lavori, ma ripeto: ad Avellino è molto difficile che i tifosi aspettino un progetto a lunga scadenza. Ci sono però dei giocatori interessanti e questo fa ben sperare”.

Il tutto all'avvio della quarta stagione consecutiva in Serie B: “Ed è la base. Innanzitutto bisogna tenersi stretta la categoria perché la Serie B ad Avellino vale tantissimo. Tornando al discorso della formazione di oggi, da quel poco di esperienza che ho maturato nei 6 anni di permanenza ad Avellino, posso dire che è una città che chiede tanto alla squadra: vuole il nome, il calciatore di categoria, vuole il colpo di mercato come giusto che sia. Sugli spalti, i tifosi biancoverdi sono sempre straordinari sia in casa che fuori, ma questo non lo dico: lo dicono i fatti. Nel corso degli anni, questa tifoseria sta dimostrando un grandissimo attaccamento a questi colori. Il problema è che può essere un'arma a doppio taglio per la pressione, ma tutti noi ci auguriamo che comunque questi nuovi innesti, questo progetto con tanti giovani possa portare tra qualche anno ai risultati che la società si aspetta".

Sui suoi "colleghi" Asmah e Crecco: “Parlato di Asmah perchè ho visto bene la partita contro la Virtus Entella. Mi è sembrato un po' fuori dai giochi e dagli schemi però mi è sembrato allo stesso tempo un giocatore fresco, anche grazie alla sua giovane età. Ha una bella gamba per poter spingere, ma più che dei singoli, dei reparti - che magari poi si fanno sempre paragoni con calciatori che da 7-8 anni a questa parte sono approdati ad Avellino, magari fare paragoni con me - è sbagliato. Si deve lasciare il giusto tempo a questi giovani, a Toscano, un allenatore che si è preso una bella patata bollente. Più che dei singoli si deve fare quadrato attorno a questo gruppo. Si sa come funziona con i giovani. L'anno scorso il Crotone con una squadra giovanissima si è trovata a volare sulle ali dell'entusiasmo verso la Serie A con tanta qualità - perché non si vince senza qualità - ma nel calcio l'esperienza vuole dire tanto. Per l'Avellino è importante trovare i primi veri risultati. Con primi successi e la giusta fiducia, i giovani possono esaltarsi, giocare con maggiore sicurezza e magari trovare continuità”.

Redazione Sport