Crecco, il lungo inseguimento e quel consiglio di Tesser...

Il centrocampista dell'Avellino mette nel mirino l'Hellas Verona e svela una serie di retroscena

Avellino.  

Tre partite in otto giorni. Tre venete sulla strada dell'Avellino, a caccia del primo successo stagionale in campionato. Si inizia sabato (ore 15) con la sfida al “Bentegodi”, contro il Verona; martedì (ore 20:30), al “Partenio-Lombardi”, arriva il sorprendente Cittadella; sabato 24 settembre il lupo è di scena al “Menti” di Vicenza. Un tour de force da brividi, da affrontare con la massima concentrazione; contando sull'entusiasmo e sulla voglia di mettersi in mostra dei tanti giovani in rosa, come il centrocampista Luca Crecco: titolare sabato scorso contro il Trapani, il ragazzo romano non vede l'ora di continuare a dimostrare il proprio valore. E non nasconde di credere, fortemente, nel potenziale della squadra irpina: “Sono contento della fiducia di mister Toscano - ha esordito soffermandosi sull'impiego dal primo minuto nell'ultimo turno - Non avevo mai lavorato con lui ma ne avevo sentito parlare molto bene. Ci attendono due partite impegnative con Verona e Cittadella. A Verona, contro un avversario affamato di punti, cercheremo di fare la nostra partita. Anche abbiamo bisogno di non smettere di muovere la classifica e non partiamo già sconfitti. Il Cittadella sta facendo bene, ma noi possiamo dire la nostra contro chiunque perché siamo un ottima squadra”.

Poco più di un mese al Trapani, poi il ritorno alla casa madre Lazio e il trasferimento all'Avellino a culmine di un lungo corteggiamento. Crecco svela i retroscena del suo passaggio in biancoverde: “Sono andato al Trapani perché Cosmi mi aveva chiamato dicendomi di aver bisogno di un giovane capace di ricoprire il ruolo di quinto a sinistra. Ho accettato, ma sapevo bene che il direttore sportivo De Vito era sulle mie tracce da tre anni. Così quando c’è stata l’opportunità di venire ad Avellino nell'ambito di uno scambio con Visconti non ci ho pensato due volte, pure perché in Coppa Italia, due volte su due, non ero stato schierato. Sono entusiasta di questa scelta: Avellino è una grande piazza”.

Idee chiare sul ruolo a lui più congeniale: “Esterno sinistro nel centrocampo a cinque, ma possono fare anche la mezzala come da tre anni a questa parte. Sto capendo che largo sulla fascia posso esprimere il meglio di me”.

Da Cosmi a Toscano, allenatori con un indole caratteriale simile. Ma nel suo passato c'è pure un certo Tesser, che non ha avuto dubbi su cosa consigliargli nel momento in cui si è palesata l'opportunità avellinese: “Mi ha parlato molto bene di Avellino, della piazza. Ammetto che gli ho chiesto un consiglio quando ho saputo dell'opportunità di giocare qui, lui mi ha detto di non pensarci su ed accettare la proposta”.

Marco Festa