di Carmine Quaglia
Picchi stagionali massimi e minimi a confronto, ma il basket e lo sport in generale hanno regalato ribaltoni, sorpassi, cadute improvvise, rapide inversioni di tendenza. Alle 20.30, al Taliercio di Mestre, la Sidigas Avellino andrà a caccia dell'impresa: i lupi dovranno ribaltare il -8 dell'andata (al PalaDelMauro il match terminò con il risultato di 69-77) per conquistare la FIBA Europe Cup. Già favorita alla vigilia della finale, la Reyer Venezia lo è, a maggior ragione, grazie al vantaggio accumulato nel primo atto in campo esterno, ma anche e soprattutto per quanto ha saputo costruire negli ultimi mesi. La formazione lagunare, guidata in panchina da Walter De Raffaele, è al vertice della Serie A e ad un passo dalla conquista del trofeo internazionale dopo aver inanellato 7 vittorie negli ultimi 8 match tra Italia ed Europa. L'Umana ha perso solo in Olanda, a Groningen, dove ha gestito, non senza problemi, il +10 dell'andata. Il roster orogranata non perde in casa dal 21 gennaio (63-75), prima della Coppa Italia in cui Venezia, come Avellino, è uscita ai quarti di finale.
Da Firenze, però, i cammini dell'Umana e della Sidigas sono stati diversi. Avellino si ritrova a giocarsi gli ultimi quaranta minuti europei dopo aver completato al PalaDelMauro la peggior prestazione stagionale, in particolar modo, per l'atteggiamento proposto. Una prova negativa che lo stesso staff tecnico irpino non ha nascosto nel post-gara di Scandone-Dinamo. Alle 20.30, dalla palla a due, sarà l'ultimo assalto alla Europe Cup, ma anche la ricerca di una prestazione d'orgoglio che possa rigarantire un nuovo miniciclo tecnico ed emotivo per una squadra in netto calo e che, probabilmente, attende dal mercato nuove risorse da aggiungere. Venezia-Avellino, gara di ritorno della finale di Europe Cup, sarà diretta dai signori Vicente Bulto (Spagna), Sasa Maricic (Serbia) e Panagiotis Anastopoulos (Grecia).
