di Carmine Quaglia
Dopo le polemiche, la parola torna al campo. PalaDelMauro a porte chiuse: questa la sentenza per la seconda gara dei quarti di finale Scudetto tra la Sidigas Avellino e la Dolomiti Energia Trentino dopo la discussione interna e l'evoluzione di ieri pomeriggio. Tifosi all'esterno dell'impianto sportivo pronti a sostenere la squadra irpina che andrà a caccia del punto della parità nella serie. Domenica sera, il 77-79 per l'1-0 Trento è in parte passato in sordina, quasi spazzato via dal provvedimento disciplinare di due turni di squalifica per il campo da gioco di Avellino che può condizionare tantissimo il barrage. Nelle ultime ore, il roster biancoverde ha provato ad isolarsi per quanto possibile. Visto l'ottimo impatto di Patrik Auda e l'ingresso positivo di Alex Renfroe, appare plausibile la conferma della squadra che il coach Stefano Sacripanti ha presentato in Gara 1. Oggi il tecnico della Scandone festeggia 48 anni e, in occasione del suo compleanno vivrà da tecnico dei lupi la serata più particolare.
Sponda Trento, il centro della Dolomiti, Dustin Hogue, ha presentato così gli aspetti tecnici di Gara 2: "Rispetto a gara-1 dovremo essere più bravi nella transizione difensiva: Avellino è una squadra che ama giocare a ritmi alti, se può correre diventa particolarmente pericolosa non solo arrivando al ferro ma anche con il suo tiro da fuori. - ha affermato il lungo dell'Aquila - Nella prima partita della serie non siamo sempre riusciti a limitarli sotto questo punto di vista, ma abbiamo fatto alcuni aggiustamenti all'interno dei 40' che ci hanno aiutato a girare l'inerzia della partita. In generale penso che sarà decisivo per noi approcciare gara 2 con la stessa mentalità che abbiamo messo in gara-1: questi sono i playoff, ci aspetta un'altra partita fisica in cui nei momenti difficili dovremo compattarci ancora di più come squadra. Contro i lunghi di Avellino sono incappato in qualche fallo di troppo, dovrò stare attento a spenderli meglio da qui in avanti ma dobbiamo continuare a mettere pressione contro i centri avversari in post, cercando di far prevalere il nostro piano partita difensivo per limitare il loro impatto vicino a canestro".
Il commento dell'assistant coach di Trento, Lele Molin: "Gara 1 è stata vinta perché negli ultimi 3 minuti abbiamo avuto una migliore gestione dei possessi: per noi ora è importante capire come ripetere quel tipo di prestazione, perché le due squadre si stanno confrontando con grande equilibrio e la serie sarà decisa dai dettagli e dalle piccole cose. Ci servirà grande qualità, provando a limitare i punti di forza di Avellino e allo stesso tempo a far emergere le nostre caratteristiche migliori".
