La Scandone Avellino ha centrato la prima vittoria stagionale con il risultato di 67-53 sulla Stella Azzurra Roma. Felicità doppia per Bruno Ondo Mengue. Successo nel debutto casalingo nel giorno suo onomastico: "Ci tenevo molto a fare bene contro la mia ex squadra. - ha affermato la guardia/ala della squadra irpina - Ho fatto le giovanili con la Stella Azzurra, sono stato lì per 7 anni. Poi, ho iniziato a giocare come professionista tra la Serie A2 e la Serie B. L'anno scorso, purtroppo, ho avuto un infortunio. Ero a Fabriano e mi sono dovuto fermare. Ringrazio Livorno, la Pallacanestro Don Bosco perché mi ha dato la possibilità di rimettermi in forma. Ho avuto un strappo di quasi 3 centimetri sul gluteo destro e sono consapevole del fatto che fa parte del gioco. Sapevo che poteva esserci il rischio di rimanere fermo abbastanza. Insieme al mio agente, comunque ho preferito aspettare per cercare di fare la scelta migliore".
L'approccio con Avellino: "Il mio vicino di casa, dove vivo, a Pisa, è avellinese. Quindi, mi aveva girato qualche contatto di qualche amico. La gente è super disponibile. Me l'aspettavo così. Sulla città c'è poco da dire. Io sto molto bene al sud. La gente è molto disponibile, molto aperta. Magari vai al bar, ti capita di parlare con la prima persona che capita. Una cosa che, per dire, a Pisa non succede. Per quanto riguarda la città, fuori dal campo, non posso che essere contento. Anche i prezzi sono bassi. Per quanto riguarda il campo, ci conosciamo da una settimana. Diciamo che i ragazzi, più o meno, li conoscevo tutti perché seguo molto, sono quasi un fanatico della pallacanestro e posso dire che, durante la settimana, si lavora bene. C'è molta voglia di fare, c'è molta competitività, c'è molta garra. Secondo me, possiamo crescere tanto ancora".
Il percorso futuro: "Innanzittutto dobbiamo cercare di continuare a fare quello che abbiamo fatto a Scauri e con la Stella Azzurra. Continuare a lottare, a dare un qualcosa in più. In Serie B, rispetto agli altri campionati, c'è la possibilità di potersela giocare contro le altre squadre. Se becchi la partita giusta, se i giovani e i senior comunque fanno un certo tipo di partita tutto è possibile. A livello personale, credo di dover continuare a fare il mio "gioco", ovvero attaccare quando ho la possibilità, passare e fare tutto quello che mi chiede il coach perché mi fido ciecamente di lui e so che tutto quello che mi dice è la cosa giusta per vincere la partita. Questa è la cosa principale, prima delle prestazioni, prima di tutto quanto".
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