Basket, fuga degli atleti stranieri nell'emergenza covid-19

Prime uscite in massima serie. Per la Serie B c'è da ridiscutere il format del torneo

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Avellino.  

Primi casi di positività al coronavirus in Serie A e con una disciplina che ai massimi livelli vede la presenza di tanti atleti provenienti dall'America risulta quasi inevitabile l'idea del rientro a casa. Campionato sospeso a data da destinarsi e Reggie Upshaw della Pallacanestro Reggiana ha optato per il ritorno negli States. La squadra emiliana ha sospeso gli allenamenti fino a martedì, ma con lo stop ai voli verso l'Italia, è quasi certa la sanzione per l'atleta. È solo uno dei primi passaggi di uscita dai roster.

Il rischio di fuga per gli stranieri è scontato al di là delle misure che tanti atleti italiani stanno seguendo con attenzione e che hanno certificato con diversi video di sensibilizzazione sulla tematica del restare a casa, utile per sè e per gli altri nella fase d'allerta massima dell'emergenza covid-19. L'ex coach della Scandone, Frank Vitucci, oggi allenatore della New Basket Brindisi, non ha nascosto lo scenario di un campionato bloccato, senza l'assegnazione dello Scudetto e con la semplice indicazione delle squadre per le competizioni europee 2020/2021. L'unico limite è il flusso promozioni-retrocessioni da chiarire. Il discorso americani riguarda Napoli, Caserta e Scafati, impegnate in Serie A2, non le squadre di Serie B composte da giocatori nazionali. Ci sono però atleti italiani di formazione nei roster della terza serie, come nei casi di Avellino e Salerno. Non mancano i dubbi sulla ripartenza e sui tempi di un calendario tutto da ridiscutere.