Scandone a testa alta: il sogno finale svanisce, ma che cuore!

La Grissin Bon Reggio Emilia, trascinata da Kaukenas, vince 85-80 ed elimina i lupi, mai domi

Reggio Emilia - Il sogno tricolore finisce in gara-7, ma la Sidigas Avellino esce dalla corsa scudetto a testa alta, altissima. Sarà la Grissin Bon Reggio Emilia l’avversaria dell’Emporio Armani Milano nella finale per il titolo: 85-80 il risultato finale di una gara tiratissima, che vale il punto decisivo per gli emiliani che hanno tremato fino alla sirena finale, aggrappandosi sulle spalle di un mostruoso Kaukenas (17 punti) per sopperire alle assenze di Veremeenko e Gentile e rintuzzare i continui tentativi di rientro dei lupi.

Anche stasera Scandone stoica; sotto di soli 3 punti a poco più di due minuti dalla fine con una tripla di Leunen, che aveva pressoché ricucito lo strappo dopo una partita che ha visto Green e compagni al costante inseguimento dei locali, trascinati da un PalaBigi gremito in ogni ordine di posto, ma mai fuori partita. Termina tra gli applausi la migliore stagione di sempre dei biancoverdi, acclamati dal proprio pubblico, che non ha smesso di incitare fino all’ultimo i ragazzi di Stefano Sacripanti. E si riparte proprio dal coach, dal direttore sportivo Nicola Alberani, da un gruppo che cambierà, come è inevitabile che sia, ma che ha fatto la storia e può continuare a farla.

Tensione ed errori - L’avvio di gara è bloccato: la posta in palio è alta, altissima, come la tensione, e gli errori abbondano. Rompe il ghiaccio Lavrinovic con un appoggio da sotto, poi Kaukenas dalla media piazza il 4-0 iniziale per la Grissin Bon. La Sidigas continua a litigare col ferro e allora tocca a Ragland scuoterla con i primi due punti della partita di marca irpina. L’agonismo e la fisicità la fanno da padrone: gli emiliani mandano gli ospiti in bonus con Silins e Lavrinovic immediatamente gravati di falli al pari di Cervi. Un contropiede di Aradori vale il massimo vantaggio reggiano nel primo periodo (20-13), che si chiude con sul 24-17.

In linea di galleggiamento - Il secondo quarto inizia con un’infrazione di passi, fischiata a Buva, che manda su tutte le furie Sacripanti. Golubovic e un tripla di Della Valle, che mostra i muscoli alla curva di casa, fissano il risultato sul 29-17. Poi lo stesso Buva chiude un mini-break di 4-0, che riporta Avellino in linea di galleggiamento. Ragland restringe la forbice del distacco fino al 40-36, ma Lavrinovic pesca i due punti al fil di sirena che mandano le squadre a riposo sul 42-36.

Beffa a fil di sirena - Si riprende con un tecnico per Ragland, croce e delizia. La Scandone avrebbe la palla del -2 dopo una gran recuperata di Green, ma l’assistenza del già citato Ragland per Cervi, in contropiede lanciato, è fuori misura. Lavrinovic punisce i lupi proiettando la Grissin Bon sul 57-50 con una tripla mortifera, ma Nunnally si guadagna e realizza tre tiri dalla lunetta lasciando le distanze inalterate (57-53). Gli ultimi secondi sono però ancora una volta amarissimi: Aradori imita Lavrinovic, trovando il fondo della retina all’ultimo secondo utile. Sono 6 i punti di distacco, che separano le squadre all’alba degli ultimi dieci minuti di gioco: 61-55.

Brividi e amarezza - Nell’ultimo quarto sale in cattedra Silins, che trascina i suoi a colpi di giocate d’alta scuola fino al +11 (68-57). Lupo morto? Macché. Nunnally riavvicina i suoi a Reggio con un triplone in ritmo (74-69); Buva, trovato con continuità crescente sottocanestro, riporta la Sidigas sul -6 (77-71) e quando Leunen si alza dai 6,75 riportando ad un solo possesso di ritardo i biancoverdi (77-74) il settore ospiti esplode e cala il silenzio sul PalaBigi. Ma dopo il time-out di Menetti ecco il solito Rimantas Kaukenas: i suoi sono tre punti pesantissimi (80-74), aria pura per la Reggiana. Le speranze di sorpasso si esauriscono su un tiro sbagliato da sotto di Buva, poi la Scandone non commette fallo, ma Aradori la grazia. Errore non punito: la partita la chiude con due liberi il solito Kaukenas, che firma l’85-80 finale.

L'inviato a Reggio Emilia, Marco Festa