Reggio Emilia - Trattiene a stento le lacrime, Stefano Sacripanti. Le prime parole dopo la sconfitta (85-80) della sua Sidigas Avellino, in gara-7 della semifinale scudetto, al PalaBigi, contro Reggio Emilia, sono intrise di amarezza; della sportiva sofferenza di chi ha visto lo striscione del traguardo, ma non lo ha mai tagliato. Così il coach nella conferenza stampa post-partita: “Innanzitutto complimenti a Reggio Emilia, che ha disputato una partita solida. Detto ciò, ho ancora negli occhi due canestri allo scadere dei ventiquattro secondi di Kaukenas e Aradori; due canestri di talento puro... Il secondo pensiero lo rivolgo al mio gruppo, ai miei ragazzi: abbiamo fatto qualcosa di molto bello anche se di tangibile non c’è nulla. Siamo arrivati fino in finale di Coppa Italia, ci siamo risollevati dal quattordicesimo posto, inanellando una serie incredibile di vittorie consecutive. Nessuno di questi atleti che ho avuto il piacere di allenare si è mai risparmiato pur di migliorare giorno dopo giorno a livello individuale per il bene della squadra. Non posso poi che ringraziare la proprietà Sidigas, che ha voluto me e il mio staff e ci ha sostenuto, non solo nella quotidianità ma intervenendo sul mercato quando è stato necessario sostituire Taurean Green e Janis Blums. E poi come non rivolgere un pensiero ai nostri tifosi (che cantano a squarciagola, all’esterno dell’edificio, proprio mentre Sacripanti li nomina, ndr). Siamo partiti con 1600 persone sugli spalti fino ad arrivare in una condizione in cui non si trova un biglietto nemmeno a morire. Il loro grande calore, nei confronti di noi tutti, è stata la cosa più bella di questa stagione”.
Maledetti rimbalzi offensivi – La disamina di Sacripanti prosegue con un’analisi della partita: “Non dovevamo andare sotto di dieci nei primi due quarti. Abbiamo difeso male in alcune situazioni uno contro uno lasciato qualche rimbalzo in attacco di troppo. Nel secondo tempo siamo scesi in campo con più sagacia tattica e dedizione. Abbiamo cambiato lavoro in attacco, cercando di trovare Buva con spaziature più profonde. Credo che siamo stati abbastanza lucidi nel fare le cose giuste che dovevamo fare, ma ripeto: dovevamo lasciare qualche rimbalzo d’attacco in meno. Quando si perde questi episodi contano sul risultato della partita”.
Il futuro – La sconfitta di stasera può e deve essere un punto di ripartenza, ma per Sacripanti è troppo forte il rammarico per la finale sfumata in extremis per proiettarsi con decisione alle riflessioni sul domani: “Dobbiamo prendere atto, in questo momento di delusione, di aver fatto qualcosa di davvero importante, ma ora come ora la mente è rivolta a questa sera. Occorre razionalizzare quanto è successo. Ricominciamo da qui? Per costruire qualcosa di importante c’è bisogno di un mix di fattori: dipenderà dai giocatori che vorranno rimanere, dal mercato, dal budget. Ma una cosa è certo: questa squadra anche quando ha perso lo ha fatto con grande solidità, non lasciando mai nulla al caso”.
Menetti al settimo cielo, ma che fatica! - E dopo coach Sacripanti tocca a coach Massimiliano Menetti commentare la seconda qualificazione consecutiva ad una finale scudetto della sua Grissin Bon Reggio Emilia: "Rispetto all'anno scorso abbiamo più esperienza nell'affrontare e giocare i playoff. Anche l'esperienza in Eurocup ci è servita. Questa serie è stata molto difficile, anche più di quello che mi attendevo date le assenze di Veremeenko e Gentile. Domani saprò se per Stefano la stagione è da considerarsi finita o se potrò averlo a disposizione contro Milano".
L'inviato a Reggio Emilia, Marco Festa
