La questione "italiani" è ormai alla base della costruzione dei roster di Serie A, a maggior ragione per le società che puntano ad essere protagoniste tra Italia ed Europa con tante rotazioni. Per i regolamenti di utilizzo (nella formula di roster 5+5 o 3+4+5), per le richieste economiche e, purtroppo, per la complessità nella ricerca di elementi nazionali utili al progetto tecnico, la creazione, la definizione nel nucleo italiano, determina per lo più le fondamenta della squadra con la dirigeneza che, solo dopo, può davvero pensare ai giocatori dal passaporto extracomunitario, comunitario o cotonou. Per Andrea Zerini non ci sono dubbi: sarà un giocatore della Sidigas Avellino con l'annuncio che non dovrebbe arrivare nel weekend, ma in avvio della prossima settimana. Giovanni Severini farà parte del gruppo dei confermati che già vede la presenza ufficiale di Maarten Leunen e Joe Ragland e quella ormai certa di Marques Green (anche per il play di Philadelphia manca solo l'annuncio), mentre si allontanano decisamente le conferme di Giovanni Pini e Riccardo Cervi con Avellino che punta, però, all'ingresso di almeno altri due italiani tra reparto interni ed esterni. Pini potrebbe trasferirsi a Brindisi determinando uno "sliding doors" con Andrea Zerini, in uscita dalla società pugliese. Per Cervi, questi potrebbero essere gli ultimi giorni da giocatore della Sidigas. Il lungo reggiano è sempre più lontano dalla Scandone e ha buone possibilità di ritornare a casa. Infatti, dopo aver sondato, con il suo procuratore, le chance di uscire dall'Italia per un contratto all'estero ma non andando oltre i rumors con il Bamberg e il Baskonia, il centro di 214 centimetri sarebbe tentato dal reingresso nel roster della Pallacanestro Reggiana, la squadra della sua città e in cui è cresciuto che, secondo rumors, ha proposto un accordo addirittura triennale. Avellino resta comunque vigile, anche se la trattativa di rinnovo sembra ormai ai minimi termini. Nell'idea di confermare un pivot italiano nel quintetto base, la Sidigas monitora attentamente la questione Marco Cusin, altro nazionale, uscito dal contratto con Cremona, ma che richiederebbe al momento una cifra extrabudget. C'è differenza tra domanda e offerta per il centro di Pordenone, ma in queste ore la trattativa si è riaccesa dopo una fase di stanca. Solo in alternativa, la dirigenza irpina penserà ad un cambio di prospettiva con la scelta di un centro extra, comunitario o cotonou.
Redazione Sport
