La Uil Avellino/Benevento chiede che si faccia presto per avviare i rinnovi contrattuali degli oltre tre milioni di lavoratori pubblici. Troppi ancora sono i tempi di attesa, non si può ulteriormente rinviare. Noi rivendichiamo con forza che il Testo Unico contenga tutti i contenuti dell’accordo del 30/11/2016: dal superamento del precariato al riequilibrio fra legge e contratto, dal ripristino della piena contrattazione nazionale e decentrata, alla ripresa delle relazioni sindacali. Per questo chiediamo al governo Gentiloni che si avvii un confronto serrato e che l’Esecutivo dia la direttiva all’Aran per cominciare a discutere sui rinnovi contrattuali.
“Abbiamo accolto con soddisfazione la proroga dei contratti dei precari – dichiara Fioravante Bosco (Uil Av/Bn) - ma è stato solo il primo passo. Ora dobbiamo proseguire celermente nel percorso intrapreso con la sottoscrizione dell’intesa del 30 novembre, procedendo con il confronto sul Testo Unico del Pubblico Impiego e avviando le trattative all’Aran per rendere esigibili i contenuti normativi ed economici fissati nell’intesa. Di pari passo il Governo deve garantire l’impegno a stanziare le risorse per il rinnovo dei contratti anche per Autonomie Locali e Sanità. Non si continui con campagne che dipingono i dipendenti pubblici sempre in termini negativi, ma si valorizzi la loro professionalità e si riconoscano i loro diritti. Mettiamo fine – conclude Bosco - a una stagione che ha penalizzato i lavoratori e che non ha reso più efficiente la Pubblica amministrazione”.
E per restare in tema sindacale:
Il segretario responsabile della Uil Federazione Poteri Locali di Benevento, Antonio Pagliuca,in una nota inviata al dirigente del settore economico-finanziario, Emilio Porcaro, al dirigente del settore risorse umane, Vincenzo Catalano, al segretario generale, Maria Carmina Cotugno, e al sindaco della Città di Benevento, Clemente Mastella, ha voluto significare quanto segue: “La sentenza del giudice del lavoro di Benevento n. 967/2016 ha disapplicato la determinazione n. 45 del 30.08.2011 del segretario generale Antonio Orlacchio con la quale si ingiungeva ai dirigenti di restituire la retribuzione di risultato, già incassata, relativa all’anno 2010. Un ulteriore atto cervellotico che a suo tempo aveva lasciato tutti interdetti: prima si liquidano i compensi e dopo tre giorni se ne richiede la restituzione! Non era nemmeno la prima volta che ciò era successo. Prendendo spunto da tale accadimento, è nostro dovere precipuo segnalare che gli atti che riguardano il personale vanno adottati con cognizione di causa e non in maniera estemporanea, anche perché ogni volta che si sbaglia la nostra Comunità ci rimette il capitale e le corpose spese legali che ne derivano”.
Redazione Bn
