Lunedì scorso le sedici condanne ( e le sei assoluzioni) decise dal Tribunale al termine del processo sugli appalti della Provincia, e non solo. Sedici condanne in primo grado, quella dell'ex presidente della Rocca dei Rettori, Antonio Di Maria, è senz'altro la più importante per i riflessi politici legati ad un personaggio noto, con numerosi incarichi.
Dopo la pronuncia del collegio giudicante ha rassegnato le dimissioni da consigliere comunale di Santa Croce del Sannio e presidente dell’associazione Sannio Smart Land, che si occupa della strategia aree interne dell’area del Titerno-Tammaro. Ma Di Maria è anche al vertice del Gal Alto Tammaro ed è presidente del Comitato promotore per la costituzione di una Dmo (Destination management organization); in pratica, una organizzazione, senza scopo di lucro, per la gestione delle destinazioni turistiche che riunisce soggetti pubblici e privati attivi sul territorio.
Si tratta di un organismo al quale , coordinati da quello di Telese Terme, hanno aderito 35 Comuni del Sannio Matesino dell’area delle Valli Telesina, del Titerno, del Tammaro, del Fortore, del Volturno e dell’Isclero. Un'aggregazione che si candida ad intercettare fondi regionali, il cui riconoscimento – e varrà per tutte le Dmo– avverrà nel rispetto delle linee guida approvate nel 2024 dalla giunta della Campania.
Lo scopo dell'iniziativa è definire e condividere strategie di promozione, governance e marketing con l’obiettivo di migliorare l’efficienza, la coesione, la competitività e la sostenibilità dell’offerta turistica. L'interrogativo è inevitabile: Di Maria resterà ancora alla guida del Comitato promotore della Dmo?
