«Mio marito è malato... e siamo al freddo da due mesi»

La denuncia di una donna che vive in un appartamento Iacp

Benevento.  

Una denuncia esasperata. L'ennesima, purtroppo. Perché la situazione in cui versa l'appartamento nel quale vivono non è nuova e non sembra destinata a trovare, in breve tempo, una soluzione. L'hanno lanciata Anna e sua figlia Marina della famiglia Federico che abita in un appartamento dell'Istituto Autonomo Case Popolari, in via Pasquale Columbro, al Rione Libertà. Buchi, muffa, cattivo odore e il riscaldamento che non funziona da mesi sono i problemi con cui fanno i conti ogni giorno, in più una pericolosa perdita alla caldaia rende la situazione ancor più preoccupante. Una situazione disastrosa che diventa inaccettabile se si pensa che, in quello stesso appartamento, abita una persona con gravi problemi di salute. «Mio marito – spiega la donna ai microfoni di Ottochannel – purtroppo è gravemente ammalato: ha un tumore al fegato, l'epatite C, il diabete. Pesa 45 chili e siamo senza riscaldamento. Già due mesi fa mi sono rivolta all'Istituto Autonomo Case Popolari per denunciare il problema con la caldaia rotta. Mi hanno risposto di non aver soldi e pur spiegando che mio marito è gravemente ammalato la situazione non è cambiata. Ho chiesto di poter mostrare i documenti che attestano le cattive condizioni di salute di mio marito, niente di tutto questo interessa». La donna, poi, pone l'accento sulle condizioni in cui versa l'appartamento: «Dallo scarico del lavandino risalgono gli scarafaggi e, quando va bene solo quello che scaricano dai piani superiori. Non abbiamo acqua calda e ovviamente niente riscaldamento. Nonostante ciò mi hanno detto che forse, tra dieci giorni, manderanno qualcuno a vedere. E' inaccettabile». Insieme alla donna sua figlia Marina che chiarisce alcuni dettagli sul gusto che interessa la caldaia: «Il tecnico delle caldaie, chiamato da noi dopo la richiesta dello Iacp, per attestare il guasto ci ha spiegato che occorrerebbe mettere i sigilli alla caldaia che è pericolosa in quanto perde gas. Il tutto in un palazzo abitato da dieci famiglie. E' un grave pericolo. Ci hanno promesso un'occhiata tra dieci giorni. E' assurdo, un'inciviltà. E ci tengo a precisare che paghiamo regolarmente quanto dovuto. Mio padre non può certo sopravvivere in queste condizioni. E' necessario che vengano a controllare e a risolvere il problema».