Addio all'ultimo cinema della città - Video

Chiuso anche il San Marco: il centro cittadino non ha più un cinema

Benevento.  

Biglietto e macchina con la benzina. Per poter assistere a una proiezione, d’ora in avanti i cinefili beneventani non potranno più optare per i tradizionali quattro passi su Corso Garibaldi con ingresso direttamente nel foyer ma dovranno fare rotta su Piano Cappelle o Torrepalazzo. Il 7 gennaio 2015 potrebbe essere stata la scena finale del cinema a Benevento, almeno inteso come centro urbano. Dopo lo stop del «Massimo» di Via Perasso nello scorso settembre, che non ha retto all’onda della digitalizzazione e ha optato per il solo teatro, anche il «San Marco» mercoledì ha alzato bandiera bianca. Gli storici gestori, la famiglia Iannella che fin dal 1990 guida la prestigiosa sala di Via Traiano, hanno dovuto cedere a una congiuntura sfavorevole fattasi ormai inoppugnabile: la crisi del cinema provocata dalle nuove tecnologie, la concorrenza spietata dei multisala, ma anche questioni specifiche legate alla proprietà dei locali e a vecchie pendenze. Un intreccio mortifero che non ha dato scampo a chi pur aveva provato a non arrendersi: «Abbiamo tentato di diversificare l’offerta e proporre qualcosa di nuovo - commenta Iolanda Iannella - ma non siamo riusciti comunque a far quadrare i conti di una struttura che ha costi di gestione enormi. Fino a qualche tempo fa abbiamo avuto il supporto del Comune che poi, probabilmente non potendo fare diversamente, ci ha abbandonato. Ed eccoci qui a dover consegnare i locali entro il 15 gennaio». Un epilogo che certo rattrista e si inserisce purtroppo in un più generale declino delle strutture, pubbliche e private, destinate alla fruizione culturale. Come non evidenziare ancora una volta lo stato di degrado nel quale versano pressochè tutti i teatri cittadini, uno dopo l’altro ridotti a freddi immobili senza vita. In tal modo impoverendo l’intero vissuto collettivo che di luoghi come i cinema (e i teatri) si nutre più d’ogni altra cosa. Un processo nel quale la crisi economica ha giocato senz’altro un ruolo preponderante. Ma forse non unico, se si considera il lungo tempo trascorso tra il primo allarme e l’ultimo fotogramma.

di Paolo Bocchino