“Non si può punire chi chiede l'elemosina perché in situazione di bisogno”. Lo ha deciso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, annullando l'ordinanza anti accattonaggio del comune di Molinella, in provincia di Bologna, che prevedeva una multa e il sequestro del denaro frutto dell'attività.
Un'associazione, “L'Avvocato di Strada”, ha proposto ricorso contro questa ordinanza, e Mattarella ha recepito il parere del consiglio di Stato sull'argomento, stabilendo che chi chiede l'elemosina senza dar fastidio a nessuno non può essere multato.
Un'ordinanza simile, si ricorderà, è stata approvata anche a Benevento, dopo alcune risse che avevano coinvolto i migranti, improvvisatisi parcheggiatori, e gli abusivi “nostrani”, che gestivano gli stalli in alcune aree della città.
Si ricorderà che i parcheggiatori, assieme ad alcune associazioni, hanno inscenato una protesta, spiegando di essere disposti a qualunque occupazione pur di trovare il modo per sbarcare il lunario.
L'ordinanza di Benevento punisce “l'accattonaggio molesto”, in teoria, dunque, chi chiede l'elemosina in maniera fastidiosa... in pratica però il confine per chi deve applicare la legge può apparire labile.
Venendo alle motivazioni per cui Mattarella ha recepito l'ordinanza, nel parere si legge: “il sindaco non può in nessun caso colpire con provvedimenti punitivi chi si limita a chiedere l’elemosina senza molestare o infastidire nessuno; il sindaco non può utilizzare lo strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente, concesso per contrastare situazioni di emergenza, per altri scopi. Infine, non è poi possibile emanare tali ordinanze senza prevedere un termine di efficacia, proprio perche’ devono riguardare solo emergenze temporanee”.
In definitiva, dunque, Mattarella ribadisce un concetto semplice: va punita l'illegalità, non la povertà.
