Essere mamma? In Campania è un mestiere impossibile

Lavorare diventa impossibile quando nasce un figlio?

Benevento.  

Mamme eroine: nel Sannio le donne che decidono di mettere al mondo un bimbo o più di uno così possono essere considerate. Avevamo analizzato qualche settimana fa infatti (leggi l'articolo qui), le difficili condizioni riservate alle mamme nel Sannio: dall'impossibilità assoluta di trovare un lavoro dopo la nascita del figlio all'assenza di posti in asili nido.
Oggi arriva anche il rapporto di Save The Children che testimonia le difficoltà, a livello regionale, utilizzando più indicatori.

Innanzitutto, va sottolineato il settore della cura, e cioè l'incrocio che vuole mettere in evidenza un dato di contesto relativo alla scelta di maternità delle donne in Italia (tasso di fecondità) e alla distribuzione interna alle coppie del lavoro di cura, rispetto alle realtà familiari nelle quali entrambi i partner lavorano (Indice di asimmetria nel lavoro familiare per le coppie con donne di 25-64 anni con entrambi i partner occupati). Soprattutto con riferimento a questo indicatore, si sono volute mettere in evidenza le responsabilità maggiori delle donne nel lavoro non retribuito, sia familiare che domestico, tanto più vistose quanto più se riferite alle coppie con figli nei quali entrambi i partner lavorano.
Ebbene, questa è la nota più lieta che arriva dalla Campania, che, pur restando nei bassifondi della classifica regionale, fa la performance migliore, scalando posizioni in classifica e superando anche alcune regioni del centro Italia. Tradotto: le mamme, in Campania, stanno iniziando ad avere un sostegno per fare le mamme.

La nota dolente è come sempre il lavoro: la Campania è terzultima in questa speciale classifica, L’area riferita al Lavoro prende in considerazione in termini positivi il tasso di occupazione femminile e in termini negativi il tasso della mancata partecipazione delle donne al mercato del lavoro: e qui si resta sul fondo. Un dato su cui riflettere se poi ci si meraviglia che interi paesi scompaiono, che le scuole chiudono per mancanza di bimbi o che la popolazione invecchia sempre di più.

Infine i servizi: come gli asili nido in particolare, e poi i servizi per l'infanzia, qui la Campania aveva iniziato un buon percorso negli scorsi anni, ma si è interrotto, facendo perdere alla regione due posizioni in classifica, e risultando quartultima.
Insomma, ogni indicatore parla chiaro: al netto di qualche sforzo, in queste condizioni le madri diventano in Campania una sorta di categoria a rischio, con la conseguenza che l'età media si alza sempre di più, o si sceglie di emigrare per trovare servizi e maggiori opportunità. Servirebbe una riflessione, vista anche l'accelerazione del tasso di spopolamento in molti paesi della Regione, con tassi di crescita naturali infinitamente negativi, visti rapporti morti – nascite agghiccianti, 15 a 1, per intenderci.  

Crisvel