La Uil Avellino Benevento commenta i dati resi noti dall’Istat

La diseguaglianza sociale non è più solo la distanza tra le diverse classi

"Il Rapporto Istat - osserva Fioravante Bosco Uil Avellino Benevento - fotografa un Paese duramente provato da 10 anni di crisi."

Benevento.  

La Uil Avellino Benevento commenta i dati resi noti oggi dall’Istat, secondo il quale: “La diseguaglianza sociale non è più solo la distanza tra le diverse classi, ma la composizione stessa delle classi”. La classe operaia e il ceto medio, osserva l’Istat, “sono sempre state le più radicate nella struttura produttiva del nostro Paese” ma “oggi la prima ha abbandonato il ruolo di spinta all'equità sociale, mentre la seconda non è più alla guida del cambiamento e dell'evoluzione sociale”.

Per l'Istituto ci sono interi segmenti di popolazione che “non rientrano più nelle classiche partizioni: giovani con alto titolo di studio sono occupati in modo precario, stranieri di seconda generazione che non hanno il background culturale dei genitori, stranieri di prima generazione cui non viene riconosciuto il titolo di studio conseguito, una fetta sempre più grande di esclusi dal mondo del lavoro dovuta - sottolinea l'Istituto - anche al progressivo invecchiamento della popolazione”. 

Ecco che nella nuova geografia dell'Istat “la classe operaia”, che “ha perso il suo connotato univoco”, si ritrova “per quasi la metà dei casi nel gruppo dei giovani blue-collar”, composto da molte coppie senza figli, e “per la restante quota nei due gruppi di famiglie a basso reddito, di soli italiani o con stranieri”. Anche la piccola borghesia si distribuisce su più gruppi sociali, in particolare “tra le famiglie di impiegati, di operai in pensione e le famiglie tradizionali della provincia”. Secondo l'Istituto “la classe media impiegatizia è invece ben rappresentabile nella società italiana, ricadendo per l'83,5% nelle famiglie di impiegati”. Poco rosea la situazione per i giovani italiani: quasi sette su 10 tra gli under 35 ancora nella famiglia di origine!

“Il Rapporto Istat - osserva Fioravante Bosco Uil Avellino Benevento - fotografa un Paese duramente provato da 10 anni di crisi, durante i quali si sono diffuse le povertà e le disuguaglianze. Anni nei quali è cambiata anche la struttura sociale del paese. Il Rapporto individua anche le ragioni della ripresa iniziata nel 2016.

Ripresa dovuta prevalentemente al rilancio della domanda interna grazie a provvedimenti che hanno dato più reddito a milioni di persone. Per la Uil occorre percorrere con forza e determinazione questa strada attraverso un robusto taglio delle tasse a lavoratori dipendenti e pensionati. Questo è il modo più efficace – conclude Bosco -per dare una spinta più significativa alla crescita dei consumi. Contemporaneamente, occorre dispiegare un piano di investimenti pubblici in grado di sostenere la ripresa produttiva nelle aree più svantaggiate del Paese”.

Redazione Bn